Per secoli Cipro è stata un’isola multiculturale, dove la costituzione del 1960 ha sancito una serie di valori liberali che oggi sono messi profondamente in discussione. Gli abitanti della parte turca e di quella greca hanno maturato convinzioni che sono sono alla base di sentimenti di odio e paura responsabili a loro di un forte razzismo e una forte diffidenza nei confronti del diverso. Un problema che si ritrova in altri contesti europei.

I ciprioti greci si sentono imbrogliati e ritengono che l’isola sia sempre stata un parco giochi degli invasori stranieri che hanno impedito alla gente del luogo di affermarsi. I ciprioti turchi, invece, hanno paura e non si fidano dell’altra comunità, spinti dalle pressioni di Ankara e dal passato non proprio innocente dei ciprioti greci.

Queste problematiche sono al centro di ogni scrutinio a Cipro, con i diversi partiti che sventolano la bandiera della questione cipriota e sostengono di avere la soluzione adatta. Sull’isola è diventato un cliché politico: nessuno cerca di negoziare una soluzione e tutti si limitano a incolpare “gli altri” per poi accusare il partito al governo di non aver saputo condurre la trattativa. In questo i ciprioti greci e turchi sono molto simili e creano una dinamica che ci impedisce di realizzare il nostro potenziale europeo e diventare un paese moderno che garantisca libertà e uguaglianza per tutti.

Patria o democrazia

Io stesso sono un immigrato in questo paese, e non un immigrato qualsiasi. Ho un genitore cipriota e l’altro greco, entrambi emigrati negli Stati Uniti. La generazione precedente della mia famiglia non era molto istruita. Arrivati negli Stati Uniti, hanno dovuto adattarsi e hanno stretto amicizia con persone appartenenti ad altre comunità. Anche per questo sono particolarmente sensibile al problema del razzismo, che emerge palesemente nei recenti dibattiti televisivi dove i candidati si scagliano accuse e critiche di stampo razzista. […] Continua a leggere l'articolo su Internazionale.it.