Si tratta, sottolineano gli autori, di un contributo “affinché il manifesto del presidente francese Emmanuel Macron ai cittadini europei sia fondato su un progetto, un metodo e un’agenda efficaci e democratici”, e di una risposta “alla visione della segretaria dell’Unione cristiano-democratica tedesca Annegret Kramp-Karrenbauer che propone di tornare all’Europa medievale degli Stati-nazione, irrilevante in un mondo globalizzato”, un’”alternativa europea di sovranità condivise governate democraticamente all’anarchia dell’‘Internazionale sovranista’”.

I Paesi che hanno prima promosso e poi condiviso il processo di integrazione europea hanno contribuito a trasformare la maggior parte d’Europa da un continente di guerra ad un continente di pace grazie alla riconciliazione fra popoli divisi da secoli di conflitti, allo sviluppo della democrazia e alla difesa dei diritti fondamentali. In tal modo l’integrazione europea è diventata la dimensione ineludibile per governare le interdipendenze in un mondo globalizzato e per offrire opportunità inesistenti all’interno delle limitate dimensioni nazionali.

Al fine di consolidare e sviluppare il ruolo di pace dell’UE su scala planetaria e rafforzare contestualmente la sua dimensione democratica, le elezioni europee del 23-26 maggio devono essere l’occasione storica per compiere il passaggio verso un sistema federale che, solo, consente alle cittadine e ai cittadini europei di riacquistare una piena sovranità, difendere i loro interessi e contribuire alla costruzione di una società internazionale più equa e più giusta.

Per queste ragioni noi lanciamo un appello ad un’ampia partecipazione elettorale e sottoponiamo ai partiti europei le seguenti dieci priorità per la prossima legislatura europea:

  1. Chiediamo ai partiti europei – e a quelli nazionali nei paesi dell’Eurozona e che hanno accettato di farne parte – di assumere nei loro programmi un preciso impegno per redigere nel nuovo Parlamento eletto la Costituzione di una futura Comunità federale che sia approvata attraverso un referendum pan-europeo, riprendendo così il cammino avviato nel 1984 dal primo Parlamento con il “progetto di Trattato che istituisce l’Unione europea”(Progetto Spinelli).

  2. Sottolineiamo che l’integrazione europea – nata per rispondere ai nazionalismi, al disprezzo della dignità umana, al razzismo, agli orrori dell’olocausto e dell’antisemitismo – è fondata per queste ragioni essenziali sui valori dello stato di diritto: la supremazia della legge, l’eguaglianza e la non-discriminazione, il pluralismo dell’informazione, la separazione dei poteri, i diritti fondamentali e i principi democratici, il pieno rispetto delle pari opportunità. In questo spirito occorre rimuovere gli ostacoli che si oppongono al rispetto di questi valori, salvaguardare e valorizzare le diversità culturali nel quadro dell’assetto istituzionale di governi multilivello che caratterizza l’UE.

  3. Sosteniamo la necessità e l’urgenza di politica europea per le migrazioni al fine di garantire il diritto di asilo, l’accoglienza e il rispetto della dignità di chi fugge dai conflitti, dalle persecuzioni e dai disastri ambientali e di altro tipo. Essa deve essere accompagnata da un sostegno europeo alle politiche di inclusione che obblighino tutti gli Stati membri e impegnino le città e le regioni perché la solidarietà si costruisce a partire dalle comunità locali. Occorre rinnovare e rafforzare la cooperazione con l’Unione Africana e con la Lega Araba promuovendo un vero piano europeo di investimenti in collaborazione con le Agenzie specializzate delle Nazioni Unite, governare con misure e strumenti sovranazionali i flussi migratori, creando corridoi umanitari per i richiedenti asilo e adeguati canali legali di immigrazione legale.

  4. Occorre fare dell’UE e della sua politica industriale, tecnologica, scientifica, agricola e di coesione territoriale un modello di trasformazione ecologica rendendola progressivamente indipendente dalle energie fossili, attuare pienamente gli obiettivi delle Nazioni Unite per lo sviluppo sostenibile e gli accordi di Parigi sulla lotta al cambiamento climatico al fine di realizzare l’Agenda 2030. È necessario affrontare nello stesso tempo i problemi della digitalizzazione e dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nel quadro della società 4.0, che potrebbero avere effetti devastanti se non affrontati in maniera consapevole anche in termini di nuovi modelli produttivi e di nuove regole fiscali.

  5. Chiediamo che sia garantita la sicurezza esterna con una vera e propria politica estera unica europea, che comprenda anche la dimensione della difesa, un controllo effettivo europeo nella vendita degli armamenti da parte degli Stati membri e un’azione concordata per una riduzione reciproca, equilibrata delle forze militari e degli armamenti nel mondo, e che sia fondata su una sola voce dell’UE nelle sedi internazionali e sul voto a maggioranza nel Consiglio.

  6. Sono necessarie politiche e misure europee per assicurare la sicurezza interna dei cittadini al fine di creare una dimensione europea nella lotta alla criminalità organizzata, alla corruzione e al terrorismo transnazionali, gettando le basi di un diritto penale europeo, rafforzando i poteri della Procura europea e creando un’Agenzia di intelligence comune nel pieno rispetto delle prerogative del PE e dei parlamenti nazionali.

  7. È urgente adottare politiche e misure europee per superare gli strumenti economici e finanziari introdotti nell’UE dall’inizio della crisi, sradicare la povertà, ridurre le diseguaglianze fra generazioni e aree regionali con particolare riferimento alle aree interne svantaggiate per favorirne il progresso, creare un welfare europeo attraverso un piano europeo e un mercato unico europeo del lavoro nel quadro di un social compact riportando il lavoro al posto centrale nell’Unione europea. Occorre dare piena e vincolante attuazione ai principi del “pilastro sociale” adottato a Göteborg con strumenti normativi e politici e creare le condizioni di un rinnovato dialogo sociale come elemento caratterizzante della democrazia economica e come strumento per definire forme comuni di partecipazione dei lavoratori alle decisioni delle imprese.

  8. È essenziale che l’UEM sia dotata di un vero e proprio governo politico ed economico e di un bilancio idoneo fondato su una capacità fiscale autonoma attraverso forme di imposizione europea incidendo principalmente sul CO2 e su consumi socialmente dannosi, superare la distinzione fra politica monetaria sovranazionale e politiche economiche e sociali largamente nazionali, rispettare il principio secondo cui l’Euro è la moneta di tutta l’UE e creare gli strumenti politici e finanziari per assicurare une prosperità condivisa. In questo quadro occorre rafforzare prioritariamente le tutele del mercato unico e dei consumatori, rinnovare e sviluppare una politica europea per la piccola e media imprenditoria facilitando in particolare quella giovanile e femminile, garantire l’autonomia dell’antitrust europeo e degli Antitrust nazionali. Occorre altresì adattare l’attuazione delle regole della concorrenza e sugli aiuti di Stato, che devono essere europei, alle nuove realtà dell’economia globale. In questo quadro, appare necessaria una riforma di questa politica per favorire quando opportuno e in settori strategici la formazione di campioni europei.

  9. Chiediamo che sia adottato un bilancio annuale dell’UE con proiezione quinquennale, fondato su una autonoma capacità di spesa e di prelievo fiscale senza aumentare la pressione fiscale sui cittadini europei. Sono necessarie nuove politiche e strumenti di indebitamento europeo per finanziare l’offerta di beni pubblici europei e investimenti di lunga durata, materiali e immateriali, di ricerca e di innovazione nell’ambito dello spazio europeo di ricerca, conversione ecologica dell’economia e sviluppo sostenibile. Nell’ambito dell’Unione fiscale e per finanziare il bilancio dell’UE occorre prevedere tasse sui profitti dei monopoli digitali e sulle transazioni finanziarie nonché forme di tassazione europea degli over the top combattendo nello stesso tempo l’evasione, l’elusione fiscale e il fenomeno dei paradisi fiscali.

  10. Chiediamo una vera cittadinanza federale come parte della democrazia parlamentare rappresentativa e partecipativa europea, dotata di un comune nucleo di diritti individuali e collettivi, rafforzata dall’adesione alla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo e delle Libertà fondamentali e alla Carta Sociale di Torino riveduta. Rendiamo obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado lo studio dell’educazione civica europea con particolare riferimento alla Carta dei Diritti, dei trattati e della futura costituzione europea, sviluppando un modello di scuola primaria e secondaria che valorizzi le identità comuni della civiltà europea insieme allo studio delle lingue. Chiediamo di introdurre lo studio di elementi essenziali di diritto europeo in tutte le facoltà universitarie e un effettivo diritto all’informazione europea mediante programmi radiotelevisivi di approfondimento e dibattito sulle politiche e le attività delle istituzioni Europee.

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