La vista di Stato di Václav Klaus in Russia arriva pochi giorni dopo il clamore suscitato dalle nuove condizioni da lui poste alla firma del trattato di Lisbona. Il presidente ceco ha confidato ai suoi ospiti di essere "molto preoccupato dal rafforzamento dell'integrazione europea". Klaus fa parte di quei politici cechi che non hanno paura di esprimere apertamente il loro orientamento filorusso, al contrario per esempio del governo di destra di Mirek Topolánek, che puntava piuttosto al rafforzamento dei legami con gli Stati Uniti. In occasione del suo viaggio in America, Klaus ha dichiarato che Mosca rappresentava per la Repubblica Ceca una minaccia minore rispetto a un'Unione europea troppo regolamentata.

"Mai, nei suoi duemila anni di storia, la Russia ha avuto un sistema politico così buono e dei principi di libertà così rispettati", ha detto il presidente ceco in una recente intervista apparsa sul Washington Times. Quando era primo ministro [dal 1992 al 1997] Václav Klaus ha sempre mantenuto una linea filo-occidentale. Solo dopo aver lasciato l'esecutivo, l'attuale presidente ha cominciato a formulare più esplicitamente critiche nei confronti dell'integrazione europea e degli Stati Uniti. Questa inversione di rotta si è confermata con le sue riserve sui bombardamenti Nato in Jugoslavia nel 1999.

"Un uomo del passato"

Sempre in quel periodo i media russi si sono per la prima volta interessati a lui. Oggi sono i giornalisti russi a fare la promozione di Klaus. Sui media russi ha un posto molto più grande rispetto a quello di tutti gli altri capi di Stato dell'Europa centrale. Le sue prese di posizione sulla "russofobia" delle élite occidentali sono molto apprezzate dai giornalisti vicini al Cremlino. Mikhail Deliagin, famoso politologo moscovita, ha ripreso in uno recente articolo sulla crisi dell'integrazione europea una citazione di Klaus, secondo cui l'adesione all'Unione europea ha rappresentato per la Repubblica Ceca un impoverimento finanziario. "Sotto molti aspetti, Klaus è un uomo del passato. Appartiene a un'altra epoca, quella di uno mondo bipolare.

Non essendo mai riuscito a farsi conoscere a ovest, uno spazio politico occupato da Václav Havel, Klaus si è logicamente rivolto verso la Russia", osserva il politologo Michael Romancov, professore all'Università metropolitana di Praga. Ma nonostante la sua popolarità sui media russi, i leader del Cremlino non cessano di ricordargli qual è il suo posto nel mondo politico. In occasione di una precedente visita in Russia, Klaus ha voluto rassicurare Putin che il radar antimissile americano non sarebbe stato diretto verso la Russia. Il presidente russo si è limitato ad alzare le spalle e ha risposto: "In ogni modo su questo argomento lei non avrà alcuna influenza". Queste parole hanno ovviamente provocato un certo imbarazzo nel presidente ceco.

Snobbato in occidente

Medvedev è probabilmente il capo di stato più importante ad aver ospitato Klaus dopo la sua rielezione. Invece il presidente ceco è ricevuto dai suoi colleghi occidentali solo in situazioni eccezionali. "Questo si spiega in parte con l'iperattività dimostrata durante il suo primo mandato. In molti dei paesi che ha visitato bisogna aspettare qualche anno prima di essere invitati di nuovo. Ma esiste ovviamente anche un'altra ragione. "I capi di stato lo snobbano a causa delle sue posizioni sull'integrazione europea", osserva il capo del Partito popolare ed ex ministro degli esteri Cyril Svoboda.

L'Irlanda è uno dei pochi paesi occidentali ad aver accolto Klaus dopo al sua rielezione. Ma il presidente ceco è riuscito a rovinare i rapporti anche con i politici irlandesi, dopo aver sostenuto apertamente il movimento di Declan Ganley, avverso al trattato di Lisbona. Klaus ha rapporti particolarmente tesi con il suo collega francese Nicolas Sarkozy. I due capi di stato si pungolano regolarmente attraverso i media. Nel dicembre dell'anno scorso, per esempio, Klaus ha indirettamente accusato Sarkozy di nuocere all'Unione europea. Klaus si è recato due volte in Francia nel corso dell'anno scorso, ma non ha incontrato alcun leader politico.