Una delle caratteristiche più significative degli avvenimenti cechi e slovacchi del novembre 1989 è stata l'assenza più o meno totale della loro dimensione esplicitamente sessuale. Mancano del tutto le espressioni che accompagnano abitualmente le rivoluzioni o il crollo dei regimi. Nessuna scena orgiastica, nessuna donna che esibisce il proprio corpo nudo e nessun uomo che si getta su di lei in un luogo pubblico. Ciò si spiega in parte con la temperatura fredda di quell'autunno, ma non solo. L'aspetto sessuale è stato rimandato a un secondo momento o quanto meno messo in sordina in attesa che la situazione diventasse più chiara. Ma dov'è andata a finire la libertà sessuale?

Questo pudore può sembrare strano soprattutto se si pensa che sono stati per lo più gli studenti ad animare questi eventi. Mentre nel 1968, durante i disordini studenteschi negli Stati Uniti e in Europa occidentale, le rivendicazioni sessuali avevano costituito l'asse del movimento, non c'è traccia di sesso nelle rivendicazioni degli studenti cecoslovacchi: nessun riferimento al diritto alla libertà sessuale, al libero accesso alla pornografia, alla contraccezione, all'orgasmo garantito per tutti o almeno al diritto a disporre di docce comuni nelle città universitarie.

Il doppio senso del velluto

Dal 17 novembre 1989 nei circoli studenteschi di Praga regnavano un'atmosfera seria e un forte senso di responsabilità. Gli studenti hanno adottato una sorta di ascetismo volontaristico del corpo e dello spirito, che, avvolto in un velo di pudore, ha però lasciato filtrare le pulsazioni di un organo eccitato, che non era il cuore. Gli occhi dei ragazzi avevano dei riflessi che non erano quelli della fiamma del desiderio sessuale, bensì quelli di una missione storica da compiere, che prevaleva su qualunque aspetto privato.

Šimon Pánek e Martin Mejstřík, i leader degli studenti, avevano più l'aria di monaci tibetani che di play-boy rivoluzionari. Le loro controparti femminili, Monika Pajerová e Jana Hybášková, non mancavano di un certo fascino, ma durante questi avvenimenti avevano lo stesso sex appeal della Libertà che guida il popolo di Delacroix. Certo, quest'ultima aveva i seni nudi, ma il risultato non cambia.

Lou Reed padrino della Rivoluzione

Si quindi trattato di una rivoluzione sessuale? No di certo. L'espressione stessa di Rivoluzione di velluto ha un significato nascosto, anche se non è stato scelto in modo intenzionale. Infatti il suo autore (probabilmente Václav Havel) sembra averla trovata inconsciamente nella terminologia ben nota della minoranza sessuale dei sadomasochisti. Il riferimento al "velluto" è preso in prestito dal romanzo Venere in pelliccia dello scrittore austriaco Leopold Sacher-Masoch, al quale si deve il termine masochismo. Si tratta del resto di una delle letture preferite di Lou Reed, fondatore del gruppo Velvet Underground e fermo sostenitore della rivoluzione dell'89 e suo padrino ufficioso.

Il masochismo, o la ricerca del piacere attraverso sottomissione e dolore, ha costituito l'elemento scatenante degli eventi del 17 novembre 1989. Si può considerare l'esclamazione "abbiamo le mani nude", direttamente seguita dai colpi di manganello, come un appello all'iniziazione di un atto sessuale. Certo, la vittima ha cercato di difendersi, ma inconsciamente voleva essere battuta: sapeva bene che i suoi carnefici non avrebbero esagerato.

Václav Havel, icona sessuale

Le giornate successive sono state caratterizzate dallo stato di eccitazione che di solito precede l'atto sessuale: il desiderio e il piacere sono accresciuti se si riesce a trattenerli abbastanza a lungo. Questo stato è perfettamente reso dallo slogan gridato durante le giornate rivoluzionarie: "La verità e l'amore devono vincere sulla menzogna e sull'odio". Uno slogan che annuncia in modo chiaro il futuro coito.

L'autore di questo slogan è sempre Václav Havel, che ha avuto un ruolo di idolo sessuale, anche se può sembrare il contrario. Havel si era preparato a lungo a questo ruolo sorprendente. Poca gente conosceva infatti il suo volto nella Repubblica ceca. E con la sua aria da dandy, con i suoi baffi, i suoi capelli biondi e il suo sguardo tormentato non era certo una figura atletica in grado di piacere a molti. Ma in quel momento questi aspetti avevano un carattere inedito, e quando Havel è apparso questo nuovo amore ha potuto esprimersi pienamente.