Forse la loro automobile era quella: era parcheggiata là da qualche settimana, ed era l’unica macchina bulgara di tutto il quartiere, un modello di almeno vent’anni fa, con chiazze di ruggine sul cofano. C’erano anche le etichette sulla buca delle lettere; ogni volta un nome diverso, che suscitava diffidenza nei residenti.

La casa si trova nel quartiere borghese di Sachsenhausen, nella parte sud di Francoforte. Il portone d’ingresso è aperto, ma un filo di aria viziata arriva fino alla tromba delle scale. È in questa atmosfera irrespirabile che incontriamo la famiglia Petrova (cognome fittizio), seduta su materassi disposti attorno a un tavolino, in una piccola stanza entrando nella quale la prima cosa che si nota è una vasta macchia di muffa in un angolo.

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