Nel piccolo comune di Lisbourg (Pas-de-Calais) i risultati vengono affissi sulla porta a vetri: 509 iscritti, Marine Le Pen in testa con il 37,05 per cento dei voti, venti punti in più rispetto alle regionali del 2004. Valérie Létard, a capo della lista Ump [Unione per un movimento popolare, al governo] non va oltre il 32,87 per cento e perde 13 punti. Mai visto niente di simile in questo villaggio del Ternois, una zona verdeggiante e collinare dove si produce latte. Qui tutti appartengono all'Ump e sono contadini, di padre in figlio. L'assessore Willy Gallet è ancora sotto shock. "Un risultato simile, 133 voti!" Anche se sulla lista dell'Fn c'era "un enfant du pays", come dice la padrona del caffè chez Mimi, eletto domenica sera consigliere regionale. "Olivier Delbé era Ump", sospira Gallet. "Solo un mese fa abbiamo saputo dalla stampa che si era presentato con la lista del Fronte nazionale".

Prima francesi che europei

Altri villaggi della zona mostrano gli stessi risultati. A Beaumetz-lès-Aires l'Fn ha ottenuto il 39 per cento, a Fléchin il 32. Gallet afferma: "Non hanno votato la persona, hanno votato per esprimere la loro insoddisfazione". Delbé non ha fatto campagna elettorale sui temi tradizionali dell'Fn: "Qui non c'è immigrazione né delinquenza, la porta di casa mia è sempre aperta", dice scherzando Bruno, agricoltore. Ci riceve seduto davanti alla tovaglia cerata della sala da pranzo della fattoria di famiglia, un uomo imponente con gli occhi pieni di malizia. No, il problema è altrove: il Ternois è una terra dove si produce latte e la riduzione dei prezzi ha fatto molti danni nella regione. Bruno manda avanti da solo la sua azienda, 50 ettari, con l'aiuto dei parenti. Tra otto giorni smetterà di produrre latte, perché l'adeguamento alle norme dell'Unione europea lo indebiterebbe troppo; preferisce concentrarsi sull'allevamento di animali da carne, ovini e bovini.

"Ha ragione Le Pen quando dice che bisogna essere francesi prima che europei. Abbiamo votato no alla costituzione europea, ma alla fine il nostro rifiuto è diventato un sì. È ovvio che siamo scontenti". Bruno critica la politica di Sarkozy e "quelli che ci dicono che avremo degli aiuti, quando alla fine abbiamo solo prestiti a tasso zero. I politici dovrebbero mettere gli stivali e venire nelle vere fattorie, non in quelle della televisione".

Una lezione a Sarkozy

Marine Le Pen è andata a Lisbourg a tenere una conferenza stampa a fianco del suo candidato locale, ed è ripassata a sostenerlo tra i due turni elettorali. "Il Fronte nazionale ha fatto una buona campagna", riconosce Gallet. Djamel Mermat, professore universitario specialista dell'Fn, nel quale si è infiltrato a Hénin-Beaumont nel 2008, riconosce che in questa iniziativa c'è lo zampino della figlia di Le Pen. "Tra i due turni elettorali ha conquistato in questo modo 70mila voti nella regione Nord-Pas-de-Calais. Adesso raccoglie i frutti del suo metodo, che va ben oltre Hénin-Beaumont: la presenza sul terreno e non solo nelle città principali e un approccio edulcorato". Il sistema di Le Pen copre tutto il territorio, con iniziative-blitz dei candidati Fn nei piccoli comuni, per esempio per fare volantinaggio. Un'attività molto utile anche per motivi interni. "Jean-Marie Le Pen continua a promuovere della figlia, ma la ragazza ha bisogno del sostegno della base. Ormai Marine Le Pen ha dimostrato le sue capacità e questo rafforza la sua posizione nel partito", riconosce Mermat.

Alla fattoria di Bruno, la madre Jeanne-Marie trova "normale" il risultato di Le Pen, anche se indica il mucchio di posta con le lettere ancora chiuse dei vari candidati. "La politica non ci interessa, guardi". La donna si rammarica che oggi "un agricoltore non possa guadagnare abbastanza per sfamare sua moglie. Venti anni fa avevamo quindici ettari e riuscivamo anche a comprare delle terre". Bruno annuisce: "Adesso c'è gente che ha aziende da 200 ettari, ma le mogli sono costrette a cercarsi un lavoro altrove. Ne conosco uno che si è indebitato al 105 per cento per dodici anni, gli rimangono ancora due anni di lavoro per niente, solo per rimborsare il debito. Da dieci anni è sua moglie che porta a casa il pranzo". E a bassa voce aggiunge: "Sarkozy non pensa a noi, aveva bisogno di una lezione". (adr)