A prima vista la storia di Andrei Cistiakov, giovane russo di Nijni Novgorod, è alquanto banale: la sua ragazza l’ha piantato in asso. Olga ha trascorso gli ultimi mesi della loro vita insieme davanti al computer: lui sperava che cercasse un appartamento dove andare a vivere insieme, mentre in realtà si era messa alla ricerca di uno straniero da sposare. Ne aveva abbastanza, infatti, del miserabile bilocale in cui abitava con Andrei, sua madre, un fratello più piccolo e un patrigno sempre ubriaco.

Un bel giorno Olga ha annunciato, quasi con indifferenza, che sarebbe partita per il Canada. Non sospettando nulla, Andrei le ha chiesto "Per quanto tempo?". "Per sempre", ha risposto Olga, prima di aggiungere con orgoglio: "Vado a sposarmi". Andrei non è riuscito a trattenersi e l’ha presa a schiaffi. Quella sera si è preso una sbornia colossale di vodka contraffatta con gli amici. Così Andrei è entrato subito a far parte di una casista precisa, quella del prototipo dell’uomo russo, laureato, disoccupato, incline alla violenza coniugale, esentato dal servizio militare per ragioni di salute, alcolista, single. Anche Olga è entrata in un’altra casistica altrettanto nota: quella della donna russa di origini modeste, sempre in ghingheri, sposata a uno straniero incontrato grazie a un’agenzia matrimoniale.

I gusti cambiano

Cessata l’ira, Andrei ha messo un annuncio su internet. Ed è stato subissato di risposte da ogni angolo del pianeta: per il momento, è una signora bulgara ad avere la meglio sulle altre candidate. La storia di Andreï è la stessa di migliaia di altri russi: mentre per le loro connazionali sono soltanto “rozzi, ubriaconi e spendaccioni”, agli occhi delle donne straniere appaiono “uomini veri, romantici, di buon cuore e deliziosamente virili”.

Secondo gli esperti, il mercato delle mogli russe si sta saturando, mentre quello degli uomini russi è una vera novità. Qualsiasi europea emancipata non può che essere entusiasta all’idea di portarsi a casa un russo dal fisico notevole, che sa farsi rispettare, che non si sogna nemmeno di prendere in mano un libro prima di addormentarsi. Le donne russe hanno cercato di metterle in guardia, ma inutilmente.

Per le occidentali, spiega lo psicologo Pavel Ponomariov, “l’uomo russo è una specie esotica”. Qualcosa di simile a un Tarzan dell’est, insomma. Ormai sono rare le europee che vogliono accanto un intellettuali miope come una talpa o un banchiere barboso, scialbo e senza l'ombra di un muscolo. L’intelletto e la preparazione già ce l’hanno: quel che manca loro è un uomo, un uomo vero, uno di quelli dalla pelle segnata dai venti siberiani.

Sedotte e pentite

I russi figurano ormai al terzo posto tra gli uomini più affascinanti del pianeta, dietro agli italiani e agli americani. Hanno dunque il vantaggio di poter scegliere: in ordine di preferenza, la maggior parte dei russi è attratta dalle inglesi e dalle tedesche, seguite da lussemburghesi e italiane e infine da ceche e polacche.

Ma il primo colpo di fulmine innescato dalla “natura selvaggia” non sempre dura a lungo. “Ubriaconi, fannulloni, scimmioni, sudicioni, manigoldi senza gusto che si vestono come mafiosi; alcolizzati, tossicodipendenti, egocentrici”: sono soltanto alcune delle etichette che le straniere appioppano agli uomini russi dopo averli conosciuti davvero. Un ritratto che spesso calza a pennello anche agli uomini occidentali. Ma a quanto pare un nerd col colletto abbottonato e nessun senso dell'umorismo ha comunque meno fascino di un alcolizzato russo. (ab)