Su 91 banche controllate, 84 hanno superato la prova. I risultati degli stress test condotti dalle autorità bancarie europee e nazionali, pubblicati il 23 luglio, dipingono un sistema bancario europeo stabile e in buona salute.

"Tutti sono rimasti sorpresi dalle buone condizioni delle banche", sottolinea il vicedirettore di El Mundo, Casimiro García Abadillo, che si stupisce che i test abbiano rivelato un'esigenza di finanziamento di "appena 3,5 miliardi di euro". Ma nonostante la soddisfazione della Banca centrale europea, della Commissione europea e di diversi governi dell'Ue, l'operazione non sembra aver rassicurato gli osservatori.

"I paesi europei hanno ottenuto il contrario di quello che volevano", osserva De Volkskrant. "Invece di produrre fiducia e tranquillità nel settore finanziario europeo, gli stress test hanno provocato diffidenza e inquietudine. Fino a quando non ci sarà un accordo unanime sulla validità del test, non ci sarà certezza sulla stabilità delle banche europee. Dall'altra parte dell'Atlantico questo atteggiamento suscita ironie".

"Test senza stress, o come i banchieri producono ottimismo", ironizza Gazeta Wyborcza, per la quale i test non sono altro che un "successo propagandistico". Secondo il quotidiano di Varsavia considera i criteri scelti (svalutazione delle obbligazioni greche in euro del 20 per cento, calo del 20 per cento degli indici borsistici) erano irrealistici, ed è naturale che i supervisori europei abbiano fissato le condizioni in modo da "non danneggiare le banche europee". Ma se speravano che gli investitori abboccassero all'amo e cominciassero a comprare titoli bancari, si sono sbagliati di grosso: la credibilità delle banche non aumenterà. "Anzi, alcuni investitori potrebbero pensare che se i responsabili europei hanno organizzato questo show vuol dire che devono avere parecchie cose da nascondere".

Striptease o topless?

Sul Financial Times, Wolfgang Münchau è ancora più critico. "Lo scopo di questa prova era affermare che l'Ue stava risolvendo un problema, anche se non è così", scrive, rimproverando ai supervisori di aver escluso dai test alcuni istituti finanziari e soprattutto di non aver fissato criteri rigidi. In particolare Münchau, come molti altri commentatori, osserva che i test non hanno preso abbastanza sul serio l'ipotesi, peraltro realistica, del fallimento di uno stato.

"I test seguono uno schema ben definito dall'inizio della fase acuta della crisi finanziaria nel settembre 2008", aggiunge il giornalista dell'Ft. "L'atteggiamento dell'Ue nei confronti del settore finanziario è stato quello di procedere a iniziative isolate – un'immissione generale di moneta, alcuni piani di ricapitalizzazione non molto seri, un maggiore livello di liquidità – piuttosto che risolvere il problema. (...) Mentre a Madrid i test fanno parte di un impegno politico a risolvere i problemi delle banche, altrove non è così. Uno stress test senza una strategia per risolvere i problemi – una strategia che manca fuori dalla Spagna – è del tutto inutile". Di conseguenza Abadillo osserva su El Mundo che "in questo scenario di sincerità positiva, la Banca di Spagna ha esteso a tutto il settore bancario spagnolo lo striptease chiesto dai governi dei diversi paesi, mentre la Bce si era limitata a chiedere un semplice topless".

Se ci sono state tensioni tra le autorità bancarie, questo è dovuto al fatto che "i principali controllori europei si sono visti imporre dalla politica un test indesiderato e dal valore limitato", osserva Handelsblatt. Il quotidiano economico tedesco osserva che solo controlli individuali e mirati sui singoli istituti permettono di valutarne la capacità di affrontare dei rischi. Del resto le banche tedesche sono da tempo oggetto di questo tipo di sorveglianza. Da ciò la speranza di Handelsblatt che "questo test rimanga un caso isolato e non diventi una sorta di rito annuale".

Ma anche se "la pubblicazione degli stress test ha probabilmente generato tanti interrogativi quante risposte", La Tribune riconosce comunque la loro importanza, perché forniscono agli investitori informazioni dettagliate su 91 banche europee, in particolare per quanto riguarda il loro livello di esposizione ai vari debiti sovrani. Così, afferma il quotidiano economico francese, "gli investitori potranno distinguere tra chi ha passato il test in modo brillante e chi no". Adesso, conclude Jornal de Negócios, "sarà la reazione dei mercati nei prossimi giorni a dire se i test hanno contribuito o meno alla ripresa che si va confermando in Europa". (traduzione di Andrea De Ritis)