Data la severità dell'analisi e l'autorevolezza della fonte, non stupisce che la critica all'Ue mossa da Charles Kupchan sul Washington Post abbia scatenato una lunga serie di reazioni in Europa. Sul Sole 24 Ore, Carlo Bastasin ribatte che, nonostante le innegabili difficoltà, "questo secolo può ancora essere europeo".

Il pessimismo di Kupchan "sembra vittima della fatica con cui, non solo negli Usa, si scende sotto la complessa superficie europea". I problemi da lui identificati, "la rinazionalizzazione delle politiche, la crisi di consenso e i problemi dell'economia", sono reali, ma come dimostra l'attivismo degli ultimi giorni istituzioni europee e stati membri stanno reagendo, seppure con ritardo. Il dibattito generato dallo shock finanziario potrebbe essere l'inizio di una nuova fase dell'integrazione: "La crisi non ha segnato, come dice Kupchan, la fine del tempo dell'Europa, forse al contrario ha girato la clessidra".