Per gli studenti greci la più grande tragedia è senza dubbio la difficoltà di laurearsi, visto che le università continuano a essere chiuse. Mentre loro sono lontani dalle aule e dai laboratori, chi è andato a studiare all'estero non perde neanche un'ora di lezione e riceve il sapere necessario per cominciare a valorizzare la propria futura vita professionale. E fin dal primo anno seguono religiosamente un programma molto intenso.

Mihalis Dinalexi e Stefanos Marguaritis diventeranno entrambi ingegneri. Sono all'ultimo anno di studi, il primo all'Imperial College di Londra, il secondo all'università di Atene. Mihalis sa già quando sosterrà la tesi. Stefanos invece ha perso la sessione di settembre a causa degli scioperi e comincia il suo anno con almeno tre mesi di ritardo. Con molta probabilità quando Mihalis entrerà sul mercato del lavoro Stefanos si starà ancora battendo per ottenere la sua laurea.

Mihalis ha circa tre ore di lezione al giorno. Il fatto di ottenere o meno la sua laurea in ingegneria dipende solo da lui, poiché l'università ha programmato tutti i corsi fino a giugno: "Fin da adesso ho il programma completo per i prossimi mesi. L'università ha già annunciato la data nella quale discuteremo le nostre tesi. So cosa mi aspetta fino alla prossima estate e per ora tutto funziona perfettamente".

Quando si informa sulla situazione nelle università in Grecia, Mihalis si rende conto della sua fortuna nell'aver potuto studiare all'estero. "In Inghilterra situazioni del genere sono impensabili. È impossibile che l'università chiuda a causa di uno sciopero del personale amministrativo. Ci possono essere dei problemi, ma sono risolti rapidamente con la direzione dell'università e soprattutto senza conseguenze per gli studenti. Il personale amministrativo e i professori hanno come unica missione quella di mantenere la reputazione dell'università. In quattro anni di studio non ho perso neanche una lezione. Al contrario di quello che si racconta, gli studenti in Inghilterra hanno il diritto di esprimere la loro opinione, di esprimere le proprie lamentele al rettore, ma non impediscono mai lo svolgimento delle lezioni. Gli studenti eleggono dei rappresentanti che sono invitati a discutere con la direzione e a dare il loro parere. In questo modo l'anno scorso abbiamo ottenuto qualche giorno in più per consegnare un compito", racconta Mihalis.

L'Imperial College è il migliore istituto del mondo, soprattutto per gli ingegneri, e Mihalis lo conferma: "Alla fine del nostro cursus scolastico si passa attraverso l'ufficio per le carriere, che in poco tempo ci aiuta a trovare un vero lavoro.

Primavera perduta

A causa del ritardo accumulato con gli esami di settembre tutti i progetti devono essere rinviati alla prossima estate

Se fosse stato un anno normale anche Stefanos Marguaritis avrebbe fatto dei progetti per la primavera 2014, una volta laureato in ingegneria all'università di Atene. Ma a causa del ritardo accumulato con gli esami di settembre tutti i progetti devono essere rinviati alla prossima estate. "A settembre dovevo fare due esami per cominciare la mia tesi in ottobre, all'inizio del semestre. In questo modo mi sarei laureato in primavera. Ma tutto sarà rinviato di qualche mese", si rammarica Stefanos.

In questo momento la sua preoccupazione principale è la preparazione della tesi. Stefanos dovrebbe avere accesso alla biblioteca, fare delle ricerche e incontrare i suoi professori. "Ma l'unica cosa che posso fare in questo momento è vedere i professori per parlare dell'argomento della tesi. Tutto qua. Fino a quando l'università non riprenderà a funzionare normalmente posso solo cercare di guadagnare tempo e andare avanti con il mio lavoro cercando su internet".

Il tempo perduto, anche se si tratta di pochi mesi, stravolge completamente i piani di Stefanos, che dovrà decidere se continuare con un dottorato o presentarsi per il servizio militare. "Quello che è certo è che invierò con molto ritardo le lettere alle università che mi interessano per proseguire gli studi".

Per lui il Politecnico è un ottimo istituto – 25° nella lista mondiale delle università – e non vuole che la sua reputazione si degradi in campo internazionale. "Quello che facciamo qui è riconosciuto in tutto il mondo. Sarebbe un peccato far scendere il livello. Bisogna trovare in fretta un’intesa per riprendere le lezioni".