Quel giovedì di due settimane fa è diventato chiaro a tutti che qualsiasi amicizia tra la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente ucraino Viktor Janukovyč ormai è finita. Si erano ritrovati a cena, nell’ex palazzo del granduca di Lituania, in una Vilnius tutta addobbata per i festeggiamenti natalizi, insieme ai leader dell’Unione europea e dei paesi dell’Europa dell’est.

La pasta al tartufo non era stata ancora servita che già il presidente ucraino si era lanciato in un farneticante monologo sul difficile rapporto del suo paese con l’Europa da una parte e la Russia dall’altra. A un certo punto, però, Merkel lo ha interrotto bruscamente per dirgli che poteva anche smettere di proseguire. “Lei non firmerà in ogni caso”, ha detto la cancelliera con tono brusco. Il presidente armeno, seduto accanto a lei, ha alzato lo sguardo sorpreso.

“La porta resta aperta per l’Ucraina”, ha ripetuto Merkel dopo la mancata firma, osservando che gli europei sono sempre disponibili a dialogare. Prima che inizi il prossimo round, la cancelliera ha in mente di schierare un nuovo giocatore in questa partita, Vitali Kličko. Il campione del mondo dei pesi massimi si allenerà per diventare l’avversario filoeuropeo del filorusso Janukovyč, sperando che sia lui a firmare un accordo di associazione con l'Ue.

“Regime chance” è un'espressione un po' forte per indicare l'obiettivo della Germania, ma non è del tutto sbagliata. La Cdu di Merkel (Cdu) e il Partito popolare europeo (Ppe), la famiglia dei partiti conservatori europei, hanno scelto Kličko come loro rappresentante de facto in Ucraina. Compito del campione del mondo è unire e guidare l’opposizione, in piazza, in parlamento e infine nelle elezioni del 2015 per la presidenza. “Kličko è il nostro uomo”, dicono i politici di più alto grado del Ppe, “ha in mente una chiara agenda europea”. Merkel deve ancora regolare i conti in sospeso con Putin.

Buona parte del lavoro si sta svolgendo dietro le quinte. Il partito di Kličko, l’Alleanza democratica ucraina per le riforme (Udar), costituitosi nel 2010, è diventato da qualche tempo membro osservatore del Ppe. Negli uffici del Ppe di Bruxelles e Budapest si sta formando il personale dell’Udar addetto a svolgere il lavoro parlamentare e fornire aiuto nello sviluppo di una struttura di partito su tutto il territorio nazionale. La Fondazione Konrad Adenauer, strettamente allineata alla Cdu, riveste anch’essa un ruolo importante in tale formazione, e Kličko ha espressamente chiesto l'aiuto della fondazione ai consiglieri di Merkel.

Ma Kličko resta tuttora il punto focale di tutti questi sforzi. Si è incontrato con Ronald Pofalla, capo di gabinetto della Merkel, che per anni ha mantenuto i rapporti con i membri dell’opposizione in Europa dell'est e soprattutto in Bielorussia. Per esempio, Kličko vuole sapere come rispondere alle voci che circolano sulle sue presunte “relazioni con varie donne” che il governo ucraino sta mettendo in giro per screditarlo e ridurre le sue opportunità di diventare un vero leader politico nel paese.

Candidatura bloccata

Alle elezioni presidenziali del 2015 Kličko potrà contare anche sull’aiuto discreto di Pofalla e del governo tedesco. La sua candidatura al momento è bloccata da una legge – presumibilmente scritta apposta per escluderlo – in virtù della quale un cittadino che ha ottenuto permesso di residenza in un altro paese non si può considerare residente in Ucraina. Ciò impedisce a Kličko di dimostrare di aver vissuto in Ucraina per dieci anni prima delle elezioni, requisito base per candidarsi in conformità all’odierna costituzione. Ma Kličko può contare su Angela Merkel e sulla sua richiesta al presidente Janukovyč di garantire che la legge non precluda la candidatura di Kličko.

Il pugile dovrà svolgere una buona preparazione per diventare un politico serio, sia in Ucraina sia all’estero

A tal fine, il pugile dovrà svolgere una buona preparazione per diventare un politico serio, sia in Ucraina sia all’estero, e ciò è quanto sta avvenendo. Due settimane fa a Vilnius Kličko ha presenziato a un incontro preliminare dei leader europei conservatori, trascorrendo ore a chiacchierare con gli europarlamentari di spicco. Non si è incontrato direttamente con Merkel, ma quest’ultima sarà presente al meeting preliminare del Ppe prima del prossimo summit dell’Ue fissato per metà dicembre, e pare che voglia invitare nuovamente Kličko. In tale occasione sono previste anche foto ufficiali con i leader europei e un incontro con la cancelliera, e tutto ciò aumenterà significativamente le sue credenziali politiche, oltre a rappresentare un impegno significativo per Merkel.

Ma Kličko sarà davvero in grado di unire l’opposizione che, come è risaputo, è spaccata ed è formata per lo più dal suo partito Udar, dal partito dell’ex premier Julija Tymošenko, attualmente in carcere, e dal partito nazionalista di destra Libertà? I sostenitori di Kličko nel Ppe sperano che entro il 2015 l’opposizione sarà in grado di compattarsi e sostenere un candidato comune nella corsa contro Janukovyč. E soprattutto vincere. A quel punto Merkel avrà raggiunto il suo obiettivo provvisorio: installare in Ucraina una leadership filoeuropea. In seguito potrà avere inizio la seconda partita: il riassetto delle relazioni dell’Ue con l’Europa dell’est. Una partita nella quale l’Ue dovrà vedersela direttamente con Putin.