Un agente del Cremlino, un piccolo Putin: il sindaco russofono di Riga, Nils Ušakovs, ha dovuto sopportare ogni genere di insulto. Ma questi epiteti sembrano scivolargli addosso: "Faccio semplicemente il mio lavoro", commenta alzando le spalle.

In Lettonia il Centro della concordia, considerato un partito filorusso, è un vero e proprio paradosso ambulante. Due anni fa ha vinto le elezioni politiche, ma è dovuto rimanere all'opposizione perché i partiti "lettoni" si sono alleati contro di esso con un solo scopo, non lasciare arrivare i russi al potere. All'inizio dell'estate scorsa il Centro della concordia, guidato da Ušakovs, ha ottenuto la maggioranza alle elezioni locali.

E questa volta nulla gli ha impedito di prendere la guida di Riga. "Certo, tra chi ha votato per noi c'è un 65 per cento di persone di lingua russa", riconosce il 37enne Ušakovs, non cercando di mascherare l'immagine di partito che rappresenta questa parte della popolazione. Ma si affretta a precisare che il 35 per cento dei votanti era rappresentato da lettoni e che questo riflette la composizione etnica di Riga. In effetti nella capitale il 42 per cento degli abitanti parla lettone, mentre il resto è di lingua russa.

In questo modo Ušakovs è diventato il più giovane sindaco del paese. La sua immagine, accuratamente studiata, gli ha permesso di ottenere questo successo. Si tratta di un professionista che può parlare per ore di progetti sociali e delle sue preoccupazioni per gli abitanti, soggiogando i suoi interlocutori. Ma ecco che improvvisamente il telefono suona, Ušakovs si scusa, deve dare un'intervista per la radio. Il tono cambia improvvisamente, si mette a criticare molto duramente il partito lettone Unità.

Ušakovs è ovunque: sulla stampa, in televisione, su internet e sui social network. Appare come un politico attento, sportivo, intellettuale, severo e direttivo. Solo i gatti addolciscono questa immagine, e così eccolo amico degli animali. Non deve stupire quindi che i suoi due gatti, Kuzia e Muris, abbiano un loro account su Twitter che racconta le loro pigre giornate.

Si deve inaugurare un nuovo sito? Ušakovs, che ha tagliato più di un nastro, non è mai stanco. Riga compra un nuovo spazzaneve? Usakovs si mette per primo al volante. In occasione di una serata organizzata dal Centro della Concordia il sindaco si mostra vestito in modo casual per apparire più vicino ai cittadini. In occasione dell'8 marzo distribuisce migliaia di rose alle donne che lavorano al consiglio municipale di Riga. E ovviamente se sorge un nuovo problema, Usakovs se ne occupa personalmente, ma senza dimenticare di avvertire i media.

Tuttavia questo ex giornalista non è solo diventato il politico più popolare della città, ma anche un reale fattore di unione per Riga. Apolide, come vengono chiamati i cittadini di lingua russa che non hanno ottenuto la cittadinanza lettone dopo l'indipendenza del paese [nel 1991], è stato naturalizzato lettone a 23 anni. Nella sua biografia il sindaco ci tiene a sottolineare questo fatto. "Anche mio padre era apolide e ancora oggi mia madre non ha la cittadinanza lettone. Questo problema è per me qualcosa di molto personale".

Ušakovs si reca regolarmente a Mosca e frequenta le élite economiche e politiche russe. Non è certo un segreto. Qualche anno fa è stata rivelata la sua corrispondenza con Aleksandr Hapilov, dipendente dell'ambasciata russa sospettato di spionaggio. Neanche il Centro della concordia nasconde i suoi stretti rapporti con Russia unita, il partito al potere in Russia.

"E chi altro dovremmo frequentare? In Russia non ci sono alternative", ribadisce Ušakovs enumerando i vantaggi di una cooperazione con la Russia. "Il mio compito è fare pubblicità a Riga e creare un clima politico favorevole. Questo permette ai turisti di venire, al denaro degli imprenditori russi di affluire e tutto ciò è utile per la città".

Ma allora da dove vengono le lamentele di alcuni lettoni? A quanto pare il problema è la "lealtà". Questo termine ricorre frequentemente nelle discussioni con i lettoni; non hanno fiducia nei politici russi. Il sindaco parla perfettamente il lettone e riconosce che questa lingua debba essere obbligatoria per tutti gli abitanti. Perché allora è necessario un referendum per legalizzare il russo come seconda lingua lettone? Si tratta di una sorta di rivincita, dice il sindaco, rispetto alle elezioni del 2009, quando i partiti "lettoni" si sono messi d'accordo per non lasciare il potere al Centro della concordia che aveva ottenuto la maggioranza.

Ušakovs sarebbe favorevole a considerare in questo modo le passioni scatenate dalla storia e i ricordi dell'epoca sovietica. In questo momento il grande argomento di discussione a Riga riguarda lo spostamento di un monumento che simboleggia i soldati sovietici "liberatori", così come è stato fatto nel 2007 a Tallinn, in Estonia. Per lui questo monumento simboleggia solo la vittoria sul nazismo e niente altro.

Sono le 19 e il municipio di Riga è quasi vuoto. Un altro appuntamento di lavoro aspetta il sindaco. Il suo critici penseranno di certo a un nuovo incontro tra l'agente del Cremlino e i suoi padroni di Mosca. Ma il nome di Ušakovs non è mai stato associato ad alcuno scandalo. Almeno finora.