Dopo la scelta di cattivo gusto della Venere di Milo [in copertina sul settimanale Focus nel 2010], la prima pagina del settimanale Der Spiegel rivela in modo evidente le intenzioni e gli obiettivi nascosti dell'egemonia della Germania nei confronti della Grecia e di tutta l'Europa.

Alcuni giorni dopo il richiamo senza precedenti alla cancelliera Angela Merkel da parte del presidente francese Nicolas Sarkozy e le successive pressioni del presidente americano Barack Obama, questa copertina scandalosa mostra una bandiera greca che ricopre una bara nella quale riposa la moneta unica.

Anche se non si tratta della voce ufficiale di Berlino, il settimanale rivela il sentimento di parte della classe dirigente tedesca che lo legge, e cioè che la Germania non intende dare altri aiuti alla Grecia.

Fra gli "argomenti" dell'articolo dello Spiegel ci sono le cosiddette verità tedesche espresse per la prima volta: la zona euro è composta di economie che non possono avere coerenza a causa delle diversità strutturali della loro politica monetaria ed economica. Secondo la rivista, questa situazione presenta un rischio molto elevato per l'euro e per l'Europa nel suo insieme.

Quello che non è menzionato è che tutto questo non è dovuto solo alla crisi del debito greco. Le tensioni sull'euro sono provocate in gran parte dalla volontà della Germania di usare la crisi greca come leva per una revisione generale della moneta unica.

Berlino ha mostrato la sua volontà di distinguersi con una politica nazionalista egoista che può distruggere i popoli e gli stati che non possono o non vogliono parteciparvi. Chi è incapace di rispondere alle esigenze tedesche non ha più posto nella moneta unica e nell'Europa.

La cosa che colpisce di più è che nello stesso momento arriva un'inattesa voce di opposizione alla politica tedesca, tale da modificare radicalmente tutto quello che sapevamo finora sulla versione "ufficiale" che tenevano i paesi creditori. La voce in questione è quella di Jean-Claude Juncker, presidente dell'Eurogruppo e primo ministro del Lussemburgo.

In un'intervista al quotidiano belga La Libre Belgique, Juncker contraddice la linea dominante imposta da Berlino; tra l'altro spiega che la paura di una destabilizzazione provocata non dai "mercati" ma dal popolo costituisce ormai una realtà di cui nessuno può prevedere gli esiti.

Ambizioni frustrate

Dopo le pressioni di Stati Uniti e Francia, la Germania sembra destinata a perdere la sua battaglia per l'egemonia in Europa e questo disturba evidentemente lo Spiegel e i suoi lettori. Uno scontro che può avere conseguenze devastanti per la Grecia.

In realtà i tedeschi volevano mettere fine a un "incubo", cioè che alcuni paesi Ue si mettano di traverso sulla loro strada imperiale. Oggi la Germania pensa alla fine dell'euro non perché la moneta unica sia veramente arrivata al capolinea, ma perché stanno scomparendo quelli che volevano fare l'euro.

La sola opzione che rimane ai tedeschi è forse lasciare la zona euro. Forse è questo il messaggio nascosto di questa rivista indecente. La copertina dello Spiegel mostra l'euro sepolto sotto la bandiera greca, ma a quanto pare i becchini dovrebbero vestire di nero, giallo e rosso. (traduzione di Andrea De Ritis)