"Questa città è sotto la sorveglianza dei suoi cittadini", annuncia un segnale all'entrata di Tatarszentgyörgy a tutti i visitatori. Nonostante questo, però, le persone che pattugliano il centro della città non hanno potuto far nulla per salvare la vita di due loro concittadini, un padre e suo figlio di cinque anni, vittime della violenza contro i rom lo scorso 23 febbraio, né per prevenire il verificarsi di ulteriori crimini contro le minoranze. A un primo sguardo, Tatarszentgyörgy fa ancora una buona impressione. Dopo l'ingresso dell'Ungheria nell'Unione europea, molte città e paesi, compreso questo, sono stati attivamente impegnati in attività di restauro, grazie alle sovvenzioni provenienti da Bruxelles.

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