Löcknitz, a circa 50 chilometri dalle coste del Mar Baltico, da qualche anno è testimone di un piccolo miracolo. È una delle poche città della Germania ad aver arrestato il calo demografico. In effetti la sua popolazione è addirittura aumentata. Inoltre, fenomeno parecchio inconsueto nella regione, anche le scuole materne ed elementari hanno visto crescere il numero degli iscritti. Ma c'è un rovescio della medaglia: i nuovi abitanti di Löcknitz non sono tedeschi ma polacchi, in gran parte originari della città portuale di Szczecin, che conta diverse centinaia di migliaia di abitanti e che si trova a una ventina di chilometri di distanza.

"Qui le case e i terreni sono meno cari che a Szczecin. Anche le tasse sono inferiori, e la qualità dei servizi è molto più elevata", spiega un cittadino polacco proprietario di una pensione. "Lo stesso tipo di casa che qui ho comprato per 35mila euro, a Szczecin l'avrei pagata 250mila euro", racconta un altro polacco di Löcknitz, in visita alla pensione per fare quattro chiacchiere con il connazionale. "Non è stato difficile [trasferirsi qui]. I tedeschi partono per andare a ovest", aggiunge.

Ormai i polacchi rappresentano il 15 per cento degli abitanti di Löcknitz, mentre nelle scuole materne i bambini di nazionalità polacca sono uno su cinque. Anche i tedeschi rimasti apprezzano i polacchi: "senza di loro", spiega il proprietario tedesco di un ristorante locale di lusso, "la città sarebbe destinata a morire". Ma la maggioranza delle città dell'ex Germania est non ha avuto la stessa fortuna di Löcknitz. Quando cinquant'anni fa i comunisti hanno costruito il muro, una delle motivazioni principali era quella di arrestare l'esodo di cittadini della Rdt verso ovest. All'epoca più di 100mila tedeschi dell'est si trasferivano ogni anno nella Germania ovest, e il paese correva il rischio di un completo spopolamento.

Secondo diversi esperti il flusso massiccio di tedeschi che dopo la caduta del muro di Berlino hanno ricominciato a trasferirsi in occidente è tra le cause della riunificazione "lampo" della Germania. Tuttavia né la riunificazione né il colossale finanziamento (più di mille miliardi di euro) stanziato per avvicinare l'economia orientale a quella occidentale hanno potuto fermare l'esodo. Il flusso migratorio si è semplicemente stabilizzato, e oggi i tedeschi che si trasferiscono in occidente sono circa 100mila all'anno. Le motivazioni sono sostanzialmente di natura economica, come i salari più bassi e un alto tasso di disoccupazione.

Shock demografico

Gli ex tedeschi dell'est sono 17 milioni, ma soltanto in 14 milioni vivono nel territorio della ex Rdt. La differenza potrebbe essere parecchio più marcata se non si considerasse Berlino, dove la popolazione è aumentata costantemente negli ultimi dieci anni in seguito al trasferimento della capitale da Bonn. Nella maggior parte delle città della Germania orientale, comunque, la situazione è radicalmente diversa. Zwickau, in Sassonia, è sede di un'importante stabilimento Volkswagen. Nel 1989 contava 120mila abitanti, ma oggi non sono più di 90mila. Il futuro della città appare tutt'altro che roseo. Come ha sottolineato la Frankfurter Allgemeine Zeitung, tra qualche anno la Germania orientale sarà colpita da un vero e proprio shock demografico. Il tasso di natalità attuale è infatti di 0,77 bambini per ogni per donna, e il numero di uomini single supera abbondantemente quello delle donne.

Soltanto i paesi più poveri d'Europa perdono abitanti a un ritmo paragonabile a quello tenuto dalla Germania dell'est negli ultimi vent'anni. Il massiccio trasferimento di risorse da ovest a est ha portato alla costruzione di infrastrutture all'avanguardia. Per gli abitanti di Polonia e Repubblica Ceca lo spopolamento della Germania orientale è un'occasione imperdibile per "colonizzare" nuovi territori. I primi a cercare di sfruttare le nuove opportunità sono stati i polacchi. Molti di loro hanno adottato uno stile di vita riassumibile in "vivo in Germania, lavoro in Polonia".

In un certo senso stiamo assistendo al ritorno in punta di piedi dell'Europa centrale di un tempo, dove le frontiere tra gli stati nazione erano molto sfumate. Tutto ciò sta accadendo in modo molto diverso da come temevano i nostri avi. Ed ecco un'altra ragione per superare alla svelta il nostro complesso d'inferiorità nei confronti della Germania e dei tedeschi. (traduzione di Andrea Sparacino)