Germania: L’ultimo sì

Karlsruhe (Germania), 7 settembre. I membri della Corte costituzionale tedesca prima della sentenza.
Karlsruhe (Germania), 7 settembre. I membri della Corte costituzionale tedesca prima della sentenza.
7 settembre 2011 – Süddeutsche Zeitung (Monaco)

La Corte costituzionale di Karlsruhe non ha annullato la partecipazione tedesca al bailout dei paesi dell'eurozona come si era temuto. Ma ha avvertito: d'ora in poi per avere più Europa bisognerà modificare la legge fondamentale.

L'euro è stato salvato, quanto meno sul piano giuridico. La sentenza della corte costituzionale federale è un verdetto di crisi e permette all'euro di sopravvivere alla crisi. Una sentenza che non si oppone all'Europa né rappresenta una minaccia, in una situazione già di per sé abbastanza minacciosa. In questo modo la corte spera di contribuire a bloccare la crisi, e per riuscirci ha fatto ricorso a tutte le possibilità contemplate dalla costituzione.

Infatti non spettava alla corte salvare l'euro né decidere se le misure di politica finanziaria prese per proteggere la moneta unica erano giuste e appropriate. I giudici dovevano decidere una cosa sola: se il contributo tedesco per gli aiuti alla Grecia e per il salvataggio dell'euro, che ammonta a diversi miliardi, era conforme alla costituzione.

Lo è, ci assicura la corte, prima di aggiungere però un gran numero di condizioni. Questi aiuti sono costituzionali se è previsto che la commissione di bilancio approvi ogni versamento in maniera individuale. In altre parole, questi versamenti non devono essere automatici. Inoltre il parlamento deve avere il pieno controllo del processo di pagamento della Germania, cioè i parlamentari conservano la libertà di dire sì o no ai contributi, un no che avrebbe forza di legge.

Con tutta questa serie di condizioni, la corte costituzionale ha per ora impedito la castrazione del Bundestag. È solo in questo modo che i miliardi di aiuti sono conformi alla costituzione. Insomma, se si vuole più Europa, bisogna inserirla nella costituzione. La decisione presa da Karlsruhe è un giudizio di principio per la crisi, non per l'Europa: può guidare la politica europea della Germania nel corso di questa crisi ma non oltre. Non può quindi servire da base a una maggiore unificazione. La forza della costituzione è destinata a diminuire se quell'associazione di stati che è oggi l'Europa si trasformerà in uno stato federale. Ecco cosa significa in realtà la decisione sull'euro e sugli aiuti alla Grecia.

È così, e tutte le possibili interpretazioni non cambieranno la situazione: la nostra vecchia costituzione ha esaurito le sue possibilità europee. E se abbiamo bisogno di più Europa, se si crea un governo europeo – che si chiami "governo economico" o in un'altra maniera – non basterà coinvolgere di più il parlamento: sarà anche necessario coinvolgere il popolo.

Ma è ancora troppo presto per tutto ciò, perché vista l'agitazione politica che regna a livello europeo, non si sa ancora chiaramente su che cosa ci si dovrebbe pronunciare. Chi vuole più Europa deve inserire più Europa nella costituzione, e appena finita la crisi il popolo sovrano deve poter prendere una decisione a questo proposito. (traduzione di Andrea De Ritis)

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