l miracolo della vita. Un’esperienza comune a tutto il pianeta. Ma come la viviamo in Europa?

Quando i genitori francesi prendono in braccio il loro frugoletto non possono fare a meno di guardare questo “petit bout de choux” (pezzettino di cavolo) e pensare che sia il più grande dei tesori.

Gli italiani, creduloni, raccolgono i loro bambini al fresco degli orti: "I bambini nascono sotto i cavoli", ci dicono le nostre nonne dalla più tenera infanzia. Questa bucolica immagine è arrivata in Francia, dove si dice che le femmine nascono “dans les roses” (nelle rose), mentre i maschietti sotto i cavoli, appunto.

Un altro mito che ha fatto il giro d’Europa? La cicogna. Se nella maggior parte dei paesi questo uccello porta i bambini a destinazione, in Germania si dice che morda la futura mamma per fecondarla (“Vom Storch gebissen”).

Gli spagnoli, più terreni, dicono “tener un bombo”, che significa semplicemente essere incinta. L’immagine è, piuttosto, quella di qualcuno con una pancia grande come una fanfara. E gli inglesi? Ci parlano di qualcosa che si muove, si gonfia, fa le fusa dall’interno, come una focaccia che cuoce, infornata nel ventre della mamma: “to have a bun in the oven”. I tedeschi, carnivori, al posto di una morbida mollica preferiscono la carne arrosto: “einen Braten in der Röhre haben”.

Nascosto dietro un’altra espressione francese “trouver un polichinelle dans le tiroir” (“avere una Pulcinella, una marionetta,nel cassetto”) abbiamo la sorpresa di qualcosa che non era nell’agenda. Quindi si è “en cloque” (“in bolla”, essere gonfi, quindi incinta) ma non ce lo si aspettava.

Concludendo poeticamente, secondo un’espressione forse evangelica, i bambini, almeno nel Belpaese, vengono “dati alla luce”.

Jane Mery, tradotto da Marta Lavangoli