"Noi, il popolo": spesso abbiamo rimproverato al trattato costituzionale europeo di non ispirarsi alla frase che apre la Costituzione statunitense. In questa mancanza abbiamo visto il simbolo del deficit democratico dell'Unione europea. Oggi il popolo si esprime, e il suo messaggio è difficile da comprendere per i leader europei.

Il 17 aprile quasi il 20 per cento dei finlandesi ha votato per un partito euroscettico contrario all'aiuto finanziario per i paesi dell'eurozona in difficoltà. A un anno dalle presidenziali francesi, la leader del Fronte nazionale Marine Le Pen ha concrete possibilità di arrivare al secondo turno. Il suo programma? Abbandono dell'euro, protezionismo e chiusura delle frontiere. Nei Paesi Bassi, a causa dalla pressione del populista Geert Wilders, il governo sta inasprendo i criteri per la concessione del permesso di soggiorno agli stranieri, inclusi quelli provenienti dai paesi dell'Unione europea. In Germania Angela Merkel, anche per limitare il crollo elettorale, ha deciso di dettare nuove condizioni per la partecipazione tedesca alla stabilizzazione dell'eurozona.

Negli ultimi quindici o vent'anni i movimenti contrari all'Ue sono rimasti ai margini, e i partiti estremisti rappresentavano un problema soprattutto nazionale (anche il successo dell'Fpö di Jörg Haider in Austria non ha avuto grandi conseguenze a livello europeo). Oggi invece i partiti euroscettici si presentano come movimenti in grado di aspirare a un ruolo di governo negli stati membri. Attirano un numero sempre maggiore di sostenitori e hanno un ruolo concreto e rilevante nel funzionamento dell'Unione europea.

L'Ue non è abbastanza federale da agire in maniera coordinata, emancipandosi dai calcoli politici interni degli stati membri, e lo è troppo per stabilire un legame diretto con i cittadini. L'Europa unita si trova dunque in una situazione inedita: la tendenza politica che si sta affermando va contro quelli che dalla Seconda guerra mondiale in poi sono stati considerati i valori e il senso inevitabile della storia. Per i nostri leader l'impresa di risollevare le sorti dell'Unione si preannuncia molto ardua. (traduzione di Andrea Sparacino)