Il socialdemocratico Borut Pahor è stato eletto presidente della repubblica con il 67,24 per cento dei voti, battendo il presidente uscente, il conservatore Danilo Türk. L’affluenza è stata appena del 41 per cento. Tra le cause della scarsa partecipazione c’è la natura meramente onoraria della carica di capo dello stato, ma anche la crisi economica, la corruzione e la disoccupazione che allontanano i cittadini dalla politica. Nelle ultime due settimane sono state organizzate diverse manifestazioni contro la corruzione della classe politica. Pahor ha promesso di compattare il fronte dell’opposizione al governo di destra, che sta portando avanti una dura politica d’austerity.

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Pahor ha vinto con una maggioranza di quasi due terzi – Delo

Il governatore della Banca di Francia Christian Noyer ha invitato l’Europa ad agire per fare in modo che le transazioni in euro siano effettuate all’interno dell’eurozona anziché nella City. Noyer ha dichiarato che “non c’è alcun motivo” per cui l’hub finanziario dell’euro debba essere “offshore”, ovvero a Londra. Più del 40 per cento delle transazioni internazionali in euro vengono effettuate nella capitale britannica, che da sola supera il volume di scambi dell’intera eurozona.

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La Francia attacca la supremazia del Regno Unito negli scambi in euro – Financial Times

Il segretario del Partito democratico Pierluigi Bersani (61 anni) ha vinto il secondo turno delle primarie, e sarà dunque il candidato del partito di centrosinistra alle elezioni del 2013. Con oltre il 60 per cento dei voti, Bersani ha sconfitto il sindaco di Firenze Matteo Renzi (37). La partecipazione ha sfiorato i 3 milioni di persone.

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Tutti con Bersani – L’Unità

Circa cinquantamila persone si sono presentate davanti al parlamento per raccogliere l’invito di Fidesz (partito conservatore al potere), del partito socialista Mszp e del movimento "Insieme 2014” (centrosinistra) e protestare contro le dichiarazioni di un deputato di Jobbik. Il 26 novembre il parlamentare di estrema destra ha chiesto che venga stilata una lista di deputati e ministri ebrei, “che rappresentano una minaccia per la sicurezza nazionale”.

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Insieme contro il virus fascista – Népszava

La settimana scorsa il governo ucraino ha celebrato in pompa magna la firma di un accordo da oltre un miliardo di dollari con la compagnia spagnola Gas Natural Fenosa per la costruzione di un nuovo terminal marittimo per il gas liquido che dovrebbe contribuire a ridurre la dipendenza del paese dal gas russo. Tuttavia poco dopo la firma gli spagnoli hanno dichiarato di non conoscere la persona che ha siglato l’accordo a loro nome. In seguito si è scoperto che l’uomo, Sarda Bonhevi, un avvocato spagnolo che lavora a Kiev, non era autorizzato a firmare l’accordo. Entrambe le parti hanno dichiarato nullo il contratto.

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Kiev ha firmato un accordo, ora cerca di capire con chi – Gazeta Wyborcza

Vent’anni fa, il 6 dicembre 1992, la Svizzera diceva "no” al trattato sullo spazio economico europeo (Eee) al termine di una campagna che aveva profondamente diviso il paese. Il primo dicembre i partiti anti-europei hanno manifestato a Biel per mettere in guardia contro “un’adesione rampante all’Ue”. Oggi circa il 62 per cento degli svizzeri (un record) pensa che la via degli accordi bilaterali tra Berna e Bruxelles sia la migliore, mentre quelli che vorrebbero aderire all’Ue sono meno del 10 per cento.

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Il futuro europeo della Svizzera? La parola ai presidenti di partito – Le Temps

È la dottrina Merkel: armare i “paesi associati” per aiutarli a garantire la propria sicurezza anziché inviare soldati tedeschi nelle regioni di crisi. Nel 2011 Berlino ha concesso autorizzazioni all’esportazione per oltre 10 miliardi di euro, di cui il 42 per cento verso stati terzi (fuori da Nato e Ue). “Israele avrà razzi anticarro. I sauditi probabilmente acquisteranno blindati, militarizzando ulteriormente una regione già esplosiva. Sempre più regimi autoritari vogliono comprare le armi tedesche”, sottolinea il settimanale.

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Der Spiegel: armi tedesche in giro per il mondo – Der Spiegel