L'inaugurazione del gasdotto Nord Stream, che collega i giacimenti russi alla Germania, "segna una nuova tappa della strategia di Gazprom", scrive Le Monde: "la volontà di collaborare con gli europei e di rafforzare la sua posizione di dominio nella fornitura di gas al vecchio continente". Figlio di un partenariato industriale tra il gigante russo e i grandi gruppi europei (E.on, Basf, Gdf Suez, Gasunie), Nord Stream è però un progetto spiccatamente politico, sottolinea il quotidiano francese, "perché il suo tracciato è un atto di sfiducia nei confronti della Polonia e dei tre stati baltici: passando sotto il Mar Baltico, [il progetto] snobba infatti quattro stati membri dell'Ue". Gazprom è coinvolta anche nel consorzio euro-russo South Stream per la costruzione di un gasdotto che aggirerà l'Ucraina, ma secondo Le Monde "non riesce a sbarazzarsi dell'immagine di braccio armato della Russia".

Newsweek Polska sottolinea che il primo ministro russo "Vladimir Putin sbaglia a pensare di poter controllare la politica europea attraverso il gasdotto baltico". Sono infatti gli occidentali che grazie a Nord Stream vedranno crescere la loro influenza sulla politica del Cremlino. Secondo la rivista polacca il motivo è semplice: le società tedesche e russe hanno lo stesso obiettivo, ovvero "dominare il mercato europeo del gas". Il piano di Gazprom è ambizioso e lungimirante: conquistare i mercati di Francia e Regno Unito e portare il gas in Austria e nei Balcani attraverso South Stream. Tuttavia in questo modo la Russia sarà sempre più "dipendente dalla cooperazione con le imprese europee", e volente o nolente dovrà piegarsi alle leggi dell'Unione.