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"Pensioni, Ici e lavoro: il piano di Monti", titola il Corriere della Sera. Dopo aver incassato il sì del Senato, il 18 novembre il nuovo governo italiano ha ottenuto la fiducia alla Camera con 556 voti a favore e 61 contrari.

Nel suo discorso al Senato il nuovo premier ha ammesso la necessità di procedere a un'altra manovra, che potrebbe ammontare a circa 11 miliardi di euro. "Da liberale e convinto sostenitore della società aperta Mario Monti ha scelto di intestare il suo governo ai giovani e alle donne", commenta il Corriere. "Ha sostenuto che la loro attuale marginalità non è solo un gigantesco spreco di capitale umano ma una delle cause della mancata crescita. [...] Dalla scelta pro outsider è emerso anche l’impegno a combattere il dualismo del mercato del lavoro".

"Il successo del percorso di risanamento non può prescindere dall’orientamento del ceto medio e dai riflessi che ha sui comportamenti dei partiti dell’ex maggioranza", avverte però il Corriere. L'opposizione del Pdl ha già sbarrato la strada alla proposta della tassa patrimoniale, e Silvio Berlusconi, che aveva stupito per la sua tacita accettazione del passaggio di consegne, ha dichiarato ai senatori del suo partito che il governo tecnico costituisce una "sospensione della democrazia" e che "durerà finché lo vogliamo noi".