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Il 22 ottobre, la Chiesa di Svezia – alla quale appartiene il 73% degli svedesi – ha riconosciuto i matrimoni tra omosessuali, autorizzati dalla legge dal primo maggio scorso. La decisione del sinodo dei vescovi, che ha approvato una liturgia specifica, è stata presa dopo anni di discussioni, osserva Dagens Nyheter. A partire dal primo novembre i pastori potranno celebrare il matrimonio tra sposi dello stesso sesso, e la loro unione avrà valore civile. “Nella società svedese le tradizioni hanno un’importanza relativamente limitata. L’unica cosa che conta davvero è agire nell’interesse e per il bene della gente” ha confidato al giornale l’arcivescovo Anders Wejryd.

Lo stesso giorno, obbligando un’azienda ad assegnare la pensione di reversibilità a una coppia omosessuale, la Corte costituzionale tedesca ha stabilito che i gay che vivono in un’unione civile non possono essere discriminati rispetto alle coppie sposate. Secondo la Süddeutsche Zeitung, questa decisione “può cambiare la nostra società in maniera radicale”.