L'Europa ha accolto con sollievo la vittoria di Sauli Niinistö alle elezioni presidenziali finlandesi del 5 febbraio. Il candidato conservatore ha superato un altro eurofilo, l'ecologista Pekka Haavisto. Quasi un anno fa lo straordinario risultato ottenuto dai Veri finlandesi alle legislative aveva provocato un'irrigidimento di Helsinki nei negoziati per il salvataggio della Grecia. Secondo Helsingin Sanomat, però, la vittoria di Niinistö non cancella la "sfiducia dei cittadini nei confronti dell'Ue".

Il quotidiano si concentra piuttosto sul 17 per cento dei voti conquistato dal candidato centrista Paavo Väyrynen, da sempre contrario alla moneta unica. Väyrynen, che "ha compreso le critiche alla sua posizione sull'euro ed è riuscito a farne buon uso", ha impostato la campagna elettorale sull'attacco al candidato socialdemocratico Paavo Lipponen, ex primo ministro e tra gli artefici del progetto europeo. Lipponen ha ottenuto il 10 per cento di voti in meno rispetto a Väyrynen, uno scarto che Helsingin Sanomat interpreta come un segnale del forte euroscetticismo dei finlandesi.

Il nuovo presidente Sauli Niinistö, inoltre, è "molto più prudente rispetto al resto del suo partito sul sostegno finanziario ai paesi dell'eurozona in crisi", il che potrebbe complicare i negoziati con l'Unione.