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"Le previsioni sul pil del Portogallo rendono più probabile un nuovo bailout", scrive Público. Secondo la Commissione europea, nel 2012 il Portogallo si piazzerà al penultimo posto per quanto riguarda i dati economici dei paesi dell'Ue, davanti soltanto alla Grecia. Mentre il governo di Lisbona parla di un calo del 3 per cento del pil, Bruxelles sostiene che la perdita arriverà al 3,3 per cento, in un contesto macroeconomico pieno di "incertezze".

Gli economisti intervistati dal quotidiano di Lisbona sono convinti che la disoccupazione, attualmente al 14 per cento, continuerà a crescere, e "con l'avanzare della recessione sarà inevitabile un nuovo bailout. È solo una questione di tempo", spiega un esperto. Un collega aggiunge che le previsioni

confermano che le misure d'austerity non funzionano e al contrario sono distruttive, e che la recessione sarà inevitabile e duratura. […] Un bailout in un contesto di recessione crea automaticamente l'impossibilità di una soluzione. Ho paura che la necessità di un aiuto esterno diventerà un problema cumulativo e ricorrente.

Le previsioni di Bruxelles arrivano mentre gli esperti della troika (Fmi-Bce-Ue) si trovano in Portogallo per valutare il rispetto degli accordi sul bailout da 78 miliardi di euro pattuito nel maggio del 2011. L'editoriale di Público sottolinea che

in assenza di un approccio europeo differente ai problemi del Portogallo (ma anche della Spagna, dell'Italia o della Grecia) il crollo del pil è una sentenza senza appello. Dato che non ci sono cambiamenti significativi nelle priorità dell'asse Merkozy a proposito della crisi del debito, il paese deve prepararsi a stringere ulteriormente i denti, a fronteggiare una distruzione dei posti di lavoro ancora più rapida e un crollo devastante dell'economia. […] Come ha rivelato ieri Bruxelles, la soluzione della troika minaccia di trascinare il paese nell'abisso ancor prima che le riforme vengano portate a termine.