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"La guerra di Lukashenko", titola Gazeta Wyborcza dopo che le autorità bielorusse hanno ordinato agli ambasciatori di Polonia e Ue di lasciare Minsk, in risposta alle sanzioni imposte al paese da Bruxelles.

Nelle prossime ore ci si attende che altri ambasciatori degli stati Ue decidano di abbandonare la capitale bielorussa in segno di solidarietà. Secondo il quotidiano di Varsavia

accanendosi sugli ambasciatori Aleksandr Lukashenko sta cercando di paralizzare i servizi diplomatici di paesi fin troppo generosi nel concedere i visti ai cittadini bielorussi.

Rzeczpospolita ribadisce che "anche se Lukashenko ha definito la Polonia 'il nemico numero uno' ed è necessaria una ritorsione diplomatica", è consigliabile un approccio moderato:

non sappiamo se tra un anno o sei mesi Lukashenko chiederà ancora all'Ue fondi e assistenza. Se accadrà, non dobbiamo rinunciare alla richiesta di liberazione dei prigionieri politici, ma non bisogna esagerare chiedendo una completa democratizzazione del paese.