Spagna: Bruxelles chiede più che agli altri

26 marzo 2012 – Presseurop El País

“Bruxelles impone alla Spagna più tagli che a Grecia, Portogallo e Irlanda”, denuncia El País. La Commissione europea esige che Madrid porti il deficit dall’8,5 al 3 per cento del pil in due anni. La riduzione del 5,5 per cento “è doppia rispetto a quella chiesta a Dublino – 3 per cento in due anni – e superiore anche a quella pretesa da Atene, 5 per cento in due anni”. Secondo El País

nella storia economica contemporanea non esiste un aggiustamento paragonabile […]. La Spagna è arrivata a un bivio diabolico: il deficit, in aumento, la obbliga a realizzare tagli alla spesa, che a loro volta peggiorano il precario stato di salute dell'economia […]. Secondo alcuni esperti se la scadenza non sarà procrastinata la Spagna non potrà rispettare gli obiettivi.

I tagli richiesti ammontano a 55 miliardi di euro, e cominceranno venerdì 30 marzo con l'annuncio della finanziaria per il 2012. Secondo il quotidiano spagnolo la Spagna ha davanti a sé un cammino ricco di ostacoli, perché

il recente disaccordo tra la Commissione e Madrid e la levata di scudi provocata nel paese dal mantra dell’austerity dei partner più ortodossi rendono particolarmente difficile il raggiungimento degli obiettivi legati al deficit.

Come ricorda El Mundo, “il partito di Angela Merkel intende esaminare le riforme avviate dalla Spagna”. Il 2 aprile una delegazione di parlamentari della Cdu, partito della cancelliera tedesca, si recherà infatti a Madrid:

La modifica dell’obiettivo per il deficit spagnolo ha suscitato la sfiducia della Germania e del partito di Merkel […] Lo scopo [della visita] è duplice: assicurarsi che dopo lo sciopero generale del 29 marzo il programma di riforme rimanga assolutamente inalterato e verificare che la modifica dell’obiettivo per il deficit non sia una scusa per guadagnare tempo, e che il paese faccia del suo meglio.

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