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“Manovra storica”, scrive El País nel giorno della presentazione da parte del governo di Mariano Rajoy della finanziaria per il 2012 e all’indomani dello sciopero generale contro i tagli e la riforma del mercato del lavoro. Centinaia di migliaia di persone sono scese nelle strade delle città spagnole, rispondendo all’appello delle principali organizzazioni sindacali, l’Ugt e il Ccoo. Secondo il quotidiano madrileno la manovra mira a “risolvere buona parte di un’equazione diabolica: come ridurre il deficit pubblico per 35 miliardi di euro – dall’8,5 per cento al 5,3 per cento del pil – in piena recessione?”

I tagli riguarderanno tutte le aree dell’amministrazione. I ministeri vedranno il loro bilanci ridursi di almeno il 15 per cento in media rispetto al 2011 (circa 10 miliardi di euro), e gli statali subiranno il congelamento dei salari per il secondo anni consecutivo.

In totale il governo di Madrid dovrà ridurre il deficit di 17,5 miliardi di euro, le regioni di 15,6 miliardi e i comuni di un miliardo. Anche la previdenza sociale dovrà risparmiare circa un miliardo di euro.

A ciò si aggiungono nuove ricette fiscali: soppressione delle deduzioni d’imposta per le società e aumento dell’iva per alcuni beni e servizi. Secondo El País “l’obiettivo sembra a portata di mano, ma la recessione complica parecchio le cose”.

Resta da capire se i tagli hanno raggiunto il limite. Se è così, è necessario attuare cambiamenti radicali nella struttura delle amministrazioni. Bisogna inoltre bilanciare l’aumento delle spese provocato dagli interessi sul debito pubblico […]. La chiave della riuscita sta nella condivisione degli sforzi.