La crisi che ha colpito il vecchio continente si abbatte soprattutto sui giovani, soprattutto i laureati. È a questa generazione che è rivolto l’appello per un’Europa dei cittadini lanciato dall’eurodeputato Daniel Cohn-Bendit e dal sociologo Ulrich Beck. Il testo, pubblicato da Die Zeit, Le Monde, El País e La Repubblica, è stato firmato da una sessantina di intellettuali, politici e artisti europei, tra cui il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz, Jaques Delors, i premi Nobel per la letteratura Imre Kertesz e Herta Müller, Adam Michnik e Joschka Fischer.

I firmatari dell’appello chiedono

alla Commissione europea e ai governi nazionali, al Parlamento europeo e ai Parlamenti nazionali, di creare un’Europa di cittadini con un impiego attivo e di fornire i requisiti finanziari e legali per l’Anno europeo di volontariato per tutti, come contro-modello all’Europa dall’alto, l’Europa delle élite e dei tecnocrati che ha prevalso finora. […] Lo scopo è quello di democratizzare le democrazie nazionali per ricostruire l’Europa nello spirito dello slogan kennediano: non chiedetevi che può fare per voi l’Europa, ma che cosa potete fare voi per l’Europa, facendo l’Europa!

I promotori del testo sperano che i “cittadini comuni europei agiscano insieme, spontaneamente” e considerano il loro progetto “un atto di auto-affermazione della società civile europea, un atto che può essere usato per costruire una nuova Costituzione propositiva, dal basso”.

Tra i firmatari ci sono l’ex ministro degli esteri tedesco Joschka Fischer, l’economista, sociologo ed ex direttore dalla London School of Economics Anthony Giddens e l’ex presidente della Commissione europea Jaques Delors e l'ex segretario generale del Consiglio dell’Ue ed ex alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza comune Javier Solana.