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L'esclusione delle liste del Pdl per le elezioni regionali in Lazio e Lombardia era stata definita una farsa e aveva scatenato commenti sarcastici da ogni parte. Ma, calmatesi le risa, il governo si è reso conto che rischiava seriamente di perdere le due regioni chiave e ha risposto con una mossa a sorpresa: il decreto legge su misura che ha cambiato retroattivamente le norme di presentazione per salvare i suoi candidati. L'opposizione, che si era finora tenuta in disparte, ha reagito con furia ma senza una linea comune. Alcuni hanno attaccato la decisione del presidente Napolitano di firmare il decreto nonostante i sospetti di incostituzionalità, altri vorrebbero ritirarsi dalla consultazione per protesta. Repubblica non è d'accordo con quest'ipotesi: "Siamo di fronte a una deriva di autoreferenzialità normativa senza precedenti, come se il Paese non esistesse, come se ci fossero solo loro. L'opposizione deve fargli capire, con il voto, che non è così."