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Cinque mesi dopo la prima puntata, torna in edicola Europa, il supplemento realizzato da sei grandi testate della stampa europea: Le Monde, El País, Gazeta Wyborcza, Süddeutsche Zeitung, The Guardian e La Stampa.

Il secondo numero è dedicato alla “Generazione E”, quella del trittico “educazione-euro-lavoro”, quella che non ha mai visto il muro di Berlino ma è cresciuta con la moneta unica, lo spazio Schengen, il programma Erasmus… e la disoccupazione di massa.

“Se non McDonald’s, allora cosa?”, si domanda la versione polacca del supplemento, che raccoglie “storie di studenti francesi, tedeschi, italiani, britannici e spagnoli partiti per l’estero. Una scelta importante ma a volte parecchio costosa.

Cosa ne pensa questa nuova generazione del progetto europeo? Per questi ragazzi l’Ue è un dato di fatto, non un sogno, ed è vista con sospetto, come indicano i sondaggi d’opinione. La generazione Europa è la più istruita di sempre, ma anche la più disillusa. È la generazione delle disuguaglianze nel modo in cui i governi e i sistemi educativi rispondono alla sfida dell’adeguamento tra istruzione superiore e necessità del mercato del lavoro. Europa racconta la storia del Vecchio continente nel 2012, segnata da meccanismi istituzionali e leader che non sono al passo con i giovani.