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I partiti pirata, nati per difendere la libertà di file sharing in rete, hanno formato un'organizzazione internazionale, annuncia Público. Riunitisi a Bruxelles, i rappresentanti di 44 paesi hanno approvato uno statuto fondato sull'apoliticità e il non-profit. "L'industria dei contenuti online ha lanciato un'offensiva mondiale per limitare la libertà dei cittadini. Oggi comincia il contrattacco", dichiara il tedesco Gregory Engles, eletto a capo dell'Internazionale pirata insieme al lussemburghese Jerry Weyer. Le priorità del movimento sono chiare: diritto legale di possedere copie private di materiale protetto da copyright, privacy per gli utenti di internet, libera circolazione dei contenuti online e riforma delle leggi sulla proprietà intellettuale. Il primo e il più grande partito pirata d'Europa è quello svedese, che ha ottenuto alcuni seggi nelle elezioni del 2009 ma la cui popolarità appare in calo. Público sottolinea che proprio gli svedesi, insieme ai polacchi, hanno deciso di non unirsi al movimento internazionale. Il delegato portoghese era invece assente a causa del blocco aereo.