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"Il senato spagnolo lavorerà in cinque lingue", titola El Mundo. Il partito socialista (Psoe), sostenuto da nazionalisti e regionalisti, ha votato in favore dell'uso in senato di tutte e cinque le lingue ufficiali del paese. Nella seconda camera del parlamento si parlerà dunque castigliano, catalano, basco, galiziano e valenciano. Secondo El mundo il servizio di traduzione simultaneo che sarà necessario organizzare "farà somigliare il senato spagnolo al Parlamento europeo o alle Nazioni unite." Nazionalisti e regionalisti hanno salutato l'iniziativa con favore, considerandola un passo verso la "normalizzazione democratica". Il Partito popolare si è invece schierato contro, definendo il provvedimento "completamente assurdo. La Spagna sarà lo zimbello del mondo. I senatori indosseranno delle cuffie per capirsi l'un l'altro, in una camera dove tutti parlano la stessa lingua madre".