“Nella prima metà dell’anno il numero di aziende slovacche registrate nei paradisi fiscali è cresciuto di oltre il 7 per cento”, scrive Smecitando un rapporto della Czech Capital Information Agency (Čekia). Secondo il quotidiano slovacco, la tendenza è il risultato della “paura di un aumento del peso fiscale” e di altre misure imposte dal governo socialista di Robert Fico. Le aziende slovacche preferiscono rifugiarsi nei Paesi Bassi, a Cipro e in Lussemburgo, ma anche nella vicina Ungheria. Il quotidiano aggiunge che

Per prevenire l’evasione fiscale Fico ha preteso che qualsiasi bailout nei confronti di Cipro venga approvato solo se Nicosia fornirà una lista di cittadini slovacchi residenti sull’isola.

Un esodo simile si registra anche nella più “business friendly” Repubblica Ceca, dove le compagnie scelgono soprattutto Cipro, le Bahamas e gli Stati Uniti per mantenere segrete le proprie strutture di potere e godere di un ambiente legale più favorevole, riporta Hospodářské noviny. Secondo il quotidiano economico di Praga, sono già oltre 300 le aziende che quest’anno hanno abbandonato il paese, e molte di più si preparano a farlo prossimamente.