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Il Portogallo ha scoperto che nel 2013 dovrà risparmiare ancora di più rispetto al 2012. La troika Ue-Bce-Fmi ha concesso a Lisbona un altro anno per raggiungere l’obiettivo di portare il deficit al 3 per cento, ma il governo ha dovuto mettere a punto nuovi provvedimenti di rigore.

Il 7 settembre il primo ministro Pedro Passos Coelho ha sorpreso tutti annunciando un aumento del 7 per cento dei contributi alla previdenza sociale degli statali, mentre le aziende beneficeranno di una riduzione del 5,75 per cento. L’11 settembre il ministro delle finanze Vitor Gaspar ha aggiunto 13 nuove misure, tra cui una riduzione delle pensioni, tagli accelerati dei posti di lavoro nel settore pubblico, un aumento della tassa sul reddito e incremento dell’1,1 per cento nei contributi della previdenza sociale per i lavoratori indipendenti.

Secondo Público i provvedimenti decisi dal governo sono

due pugni nello stomaco in appena cinque giorni, che hanno causato un danno profondo. Il clima di caos sociale e politico si è aggravato. […] Ancora una volta il paese cammina sui carboni ardenti, e dobbiamo renderci conto che lo spettro della bancarotta e del tragico destino della Grecia aleggia ancora su di noi. Per sopravvivere alla tempesta il governo deve ribadire il patto politico e sociale e promuovere il rinnovamento. Ma prima di ogni altra cosa deve eliminare, o almeno mitigare, il virus che sta alla radice di tutti i nostri problemi: l’assurda nozione secondo cui i lavoratori devono finanziare i loro impieghi pagando contributi per i loro datori di lavoro.

Jornal de Negócios denuncia invece gli errori a catena dei politici, “che stanno sacrificando il paese per non perdere la faccia o le elezioni”, e sottolinea il fallimento del governo e della troika.

Il governo ha sbagliato le previsioni, l’economia non calerà del 4 per cento in due anni, ma del 6 per cento in 3 anni. L’esecutivo ha fallito nel suo compito di ridurre il deficit di bilancio. Per fortuna ci è stata concessa una proroga di un anno, ma la troika non sta aiutando il Portogallo. Sta aiutando se stessa, perché è corresponsabile del disastro. Se la troika avesse davvero intenzione di aiutarci farebbe tutt’altro: abbasserebbe il tasso d’interesse imposto al Portogallo. Se paesi come la Germania possono finanziarsi a un tasso vicino allo 0 per cento, perché noi dobbiamo pagare quasi il 4 per cento?

Diário de Notícias aggiunge che

cinque giorni fa la Bce era pronta a sostenere un ritorno sui mercati a lungo termine dei bond portoghesi fino a settembre 2016 […] ma questo non serve ad arginare l’impoverimento generale della popolazione. […] Il governo sta invitando i portoghesi a fare uno sforzo per ridurre il deficit “di circa 4,9 miliardi di euro”, una cifra sei volte superiore alla riduzione richiesta e concordata con la troika.