La burocrazia ama la crisi, ironizza Dziennik Gazeta Prawna sul problema delle legioni di eurocrati di Bruxelles, i cui costi di mantenimento crescono sempre di più. La Commissione europea è costretta a modificare continuamente il bilancio, mentre le istituzioni Ue sono sempre sul punto di intraprendere altre missioni anti-recessione. I nuovi organismi non faranno altro che produrre "migliaia di pagine di rapporti che non servono a nessuno", raddoppiando il volume dei "castelli di inchiostro" in eurocratese. Quattro nuove istituzioni diventeranno operative a partire dal gennaio 2011: l'European Banking Authority, l'Autorità Europea sulle Assicurazioni e i Fondi Pensione, l'Autorità Europea dei Valori e dei Mercati mobiliari, e il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico. Il budget combinato delle quattro organizzazioni sarà di più di 20 milioni di euro.

"Ma è solo una goccia nell'oceano dei costi", insiste il quotidiano. Michael Mann, portavoce della Commissione europea, ha ammesso recentemente che i costi di mantenimento della burocrazia Ue l'anno prossimo saliranno del 4,4 per cento, toccando gli 8,3 miliardi di euro. E non è tutto. Gli eurocrati sono tra i pochi burocrati in Europa a non dover temere un congelamento della pensioni. Secondo David Allaby, caporedattore della rivista britannica Public Servant Magazine, l'Unione europea gioca con le parole per creare un'apparenza di risparmio. "I nuovi progetti oggi vengono chiamati 'strutture' anziché 'istituzioni', ma non si intravede nessun tipo di taglio ai costi".