“Nuovi problemi con la spesa dell’Unione europea”, titola Trouw. Il 6 novembre la Corte dei conti europea ha presentato il suo rapporto sull’esecuzione del budget 2011 dell’Ue. Il documento ha riscontrato errori nelle spese per 5,2 dei 130 miliardi complessivi. Questo vuol dire che il 3,9 per cento delle spese sono ingiustificate, contro il 3,7 per cento dell’anno precedente.

I settori più coinvolti sono lo sviluppo rurale, l’ambiente, la pesca e la salute. Il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, criticando “lo spreco di miliardi di euro”, porta l’esempio dell’Italia, dove

alcuni appezzamenti sono stati registrati come ‘pascoli permanenti’ per ottenere i fondi Ue. Ma i revisori dei conti hanno constatato che gli appezzamenti erano ‘completamente o parzialmente ricoperti di foreste’.

Secondo Trouw nella maggior parte dei casi si tratta “di errori di procedura, come l’assenza di un corretto meccanismo nelle gare d’appalto. I casi fraudolenti sono rari”, anche se esistono. Un agricoltore spagnolo ha ricevuto un sussidio speciale per l'allevamento di 150 montoni, ma “durante un controllo è emerso che non ne aveva nemmeno uno”.

Mentre la Faz mantiene un atteggiamento ottimista e sottolinea che la percentuale di errore rimane al di sotto del 4 per cento dal 2009, Trouw si rammarica del fatto che i controlli delle istituzioni siano “troppo sparpagliati”. Il quotidiano sottolinea inoltre la problematica della “discussione del contribuente netto”.

Ogni paese cerca soltanto di capire se paga troppo, senza preoccuparsi di come viene impiegato il denaro. […] Invece è importante, soprattutto in tempi di crisi, che ogni euro sia ben speso.