"La Commissione europea ha accettato di studiare un'altra forma di calcolo del debito pubblico", rivela Público. Il quotidiano evoca la lettera con la quale nove stati membri (Polonia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Bulgaria, Lituania, Lettonia e Svezia) hanno chiesto all'esecutivo europeo di includere nel calcolo del budget e del deficit anche il costo delle riforme del sistema pensionistico. Le regole attuali penalizzano in effetti i paesi che come richiesto dall'Unione europea hanno attuato una riforma delle pensioni, impedendo loro di rispettare i criteri di conversione con l'euro previsti dal patto di stabilità. La proposta è stata avanzata in un momento in cui i mercati finanziari sembrano di nuovo inquieti a proposito della possibilità di un mancato pagamento da parte dell'Irlanda e dei paesi dell'Europa del sud", nota Público.