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“Il ritorno di Zeman”, titola Lidové Noviny. Undici anni dopo aver lasciato l’incarico di primo ministro, Miloš Zeman diventa il terzo presidente della repubblica dal 1989. Zeman, che ha sconfitto Karel Schwarzenberg ottenendo il 54,8 per cento dei voti, presterà giuramento l’8 marzo prossimo. 

Secondo il quotidiano a vincere è stato “il candidato degli scontenti”, in “un’atmosfera di disgusto e paura del futuro”. Zeman avrà un compito difficile: “Ricompattare una società divisa da una campagna elettorale dai toni esacerbati”. “Il nuovo presidente è stato eletto contro la volontà di gran parte dell’élite intellettuale, politica ed economica del paese”, sottolinea Ln, ricordando che Zeman dovrà prepararsi a una “coesistenza difficile” con il governo conservatore di Petr Nečas, promotore della politica di austerity. 

“I cechi non hanno superato la loro ombra e hanno scelto un ritorno al passato”, commenta Lidové Noviny. “Ma chi avrebbe mai pensato sei mesi fa che Karel Schwarzenberg, con tutti i suoi handicap, sarebbe riuscito a diventare un avversario così temibile per Zeman”? L’intenzione del nuovo presidente di indire elezioni anticipate potrebbe offrire a Schwarzenberg una nuova chance, quella di diventare primo ministro”. 

“Il ritorno di Miloš Zeman è sontuoso: direttamente al Castello di Praga con il sostegno di 2,7 milioni di elettori”, scrive Hospodářské Noviny. Tuttavia secondo il quotidiano “è da folli pensare che Zeman possa essere un presidente non conflittuale che unisca il popolo e migliori la cultura politica, perché si tratta di un politico imprevedibile e arrogante. La sua campagna contro Schwarzenberg è stata infatti piena di menzogne, insulti e colpi bassi. 

Il quotidiano economico è preoccupato anche dalla lista di consiglieri che lo accompagnano, che comprende Miroslav Šlouf, "ex comunista e lobbista politico vicino alla società petrolifera russa Lukoil, e altri oscuri personaggi che negli anni 90 hanno creato un terreno fertile per la corruzione”. 

Per l’Europa invece “Zeman sarà il presidente della riconciliazione”, scrive Lidové Noviny. Dopo Vaclav Klaus, conosciuto per le sue posizioni euroscettiche, i politici europei possono tirare un sospiro di sollievo, sottolinea il quotidiano ricordando che Zeman è considerato un euro-federalista e ha ricevuto le congratulazioni di Martin Schulz, il presidente socialista del Parlamento europeo.