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“Beccati”, titola El Periódico riferendosi alle personalità coinvolte in diverse vicende di corruzione. L’ultimo episodio, rivelato il 29 gennaio, riguarda il segretario della principessa Cristina, Carlos García Revenga, accusato di essere implicato nel “caso Urdangarin”. Revenga è stato convocato dal giudice per il 23 febbraio insieme a Iñaki Urdangarin, marito della principessa e genero del re Juan Carlos, che si è visto imporre da un giudice una cauzione da 8.1 milioni di euro per evitare la confisca dei suoi beni. La misura riguarda anche il suo partner dell’Institut Noos, Diego Torres, a cui Urdangarin si sarebbe rivolto per ottenere contratti nelle amministrazioni pubbliche senza passare per le gare d’appalto. 

“I partiti e le istituzioni sono travolti dai casi di corruzione”, denuncia il quotidiano di Barcellona ricordando che in Catalogna alcuni parlamentari del partito conservatore catalano Ciu e del Partito socialista di Catalogna (Psc) sono accusati di prevaricazione, mentre il Partito popolare del primo ministro Mariano Rajoy è stato colpito dal caso Bárcenas, dal nome del suo ex tesoriere. 

Tutte queste vicende, sottolinea il direttore del Periódico Enric Hernández, potrebbero rimettere in discussione le basi del sistema politico: 

che sia per complicità o per stupidaggine, i politici sembrano ignorare la posta in gioco, che è la sopravvivenza della democrazia e non il loro successo elettorale. Se non si affrettano a rigenerare il sistema politico-finanziario, il populismo è pronto ad approfittarne. 

Questa prospettiva minaccia direttamente la maggiore istituzione del paese, ovvero la monarchia, sottolinea El País. Nel giorno in cui il principe ereditario Felipe festeggia il suo quarantacinquesimo compleanno, il quotidiano madrileno chiede una maggiore trasparenza nelle attività pubbliche e private dei membri della famiglia reale: 

Il caso Urdangarin rappresenta un rischio concreto per il prestigio della corona, e i sondaggi lo dimostrano […] È necessario procedere verso una definizione istituzionale e una trasparenza economica della Casa Real [l’istituzione che gestisce gli affari reali]. Una chiara separazione tra le funzioni pubbliche dei membri della famiglia reale e le altre attività e affari privati avrebbe evitato la confusione che circonda oggi il segretario delle principesse [Cristina ed Elena]. Questa istituzionalizzazione deve coinvolgere anche il principe ereditario. Felipe di Borbone, che va avanti senza avere uno status proprio […] si prepara a giocare un ruolo chiave nella stabilità istituzionale e nell’equilibrio di un paese colpito da forti tensioni politiche e territoriali.