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"Ha vinto, eppure ha perso". La Stampa riassume nel suo editoriale il paradosso della votazione parlamentare che ha garantito la fiducia al governo di Silvio Berlusconi: la maggioranza, 342 voti su 316 necessari, sembra solida, ma 32 di questi appartengono alla fazione "ribelle" di Gianfranco Fini. Dopo la rottura con il cofondatore del Pdl, Berlusconi aveva cercato di garantirsi una maggioranza autonoma chiedendo il sostegno di alcuni parlamentari centristi, ma non è bastato. Per sopravvivere il governo dovrà per forza scendere a patti con Fini, andando incontro a inevitabili contrasti con l'altro alleato, la Lega Nord di Umberto Bossi, che per il momento ha rinunciato alla richiesta di elezioni anticipate ma potrebbe ottenerle entro marzo. Un "compleanno di merda", come dichiarato dallo stesso Berlusconi, che ieri compiva 74 anni. "Quella di ieri è solo una forte scossa, non la prima né l’ultima, purtroppo, di un terremoto che a lungo farà ballare il Paese", commenta La Stampa.