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Una ventina di famiglie delle vittime del massacro di Utøya vogliono avviare un’azione legale contro lo stato e la polizia.

L'obiettivo è stabilire chi è responsabile delle inadempienze commesse dalle forze dell’ordine il 22 luglio 2011, quando Anders Brevik ha ucciso 69 persone sull’isola dov’erano radunati i giovani del Partito socialdemocratico.

La maggior parte delle famiglie in questione sono parenti delle persone uccise negli ultimi 21 minuti del massacro, quando a loro parere le forze dell’ordine avrebbero già dovuto essere intervenute.