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Nella notte tra il 29 e 30 marzo una squadriglia dell’aviazione russa formata da due bombardieri e quattro caccia partiti da San Pietroburgo ha effettuato alcuni attacchi fittizi su obiettivi militari situati nella regione di Stoccolma e nel sud della Svezia, per poi rientrare alla base.

La Nato ha reagito inviando due intercettori danesi di stanza in Lituania. Svenska Dagbladet sottolinea che Mosca aveva annunciato a Stoccolma che avrebbe condotto alcune esercitazioni nel periodo pasquale.

La sera in questione l’aviazione svedese non era però in stato d’allerta, nonostante il 15 gennaio il ministro della difesa Karin Enström avesse dichiarato che “l’obiettivo della politica di crisi, di sicurezza e di difesa svedese è quello di essere vigili 24 ore al giorno in caso di eventi imprevedibili”.