Germania: Record di immigrati per la locomotiva d’Europa

8 maggio 2013 – Presseurop Frankfurter Allgemeine Zeitung, El País, Il Manifesto, Mediapart

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Nel 2012 1,08 milioni di persone sono immigrate in Germania, tra cui 966mila stranieri. È il numero più alto dal 1995, riferisce la Frankfurter Allgmeine Zeitung. “Immigrazione a livello record nel 2012”, titola il quotidiano. 

Secondo l’ufficio federale di statistica l’immigrazione è aumentata del 13 per cento rispetto al 2011. La maggior parte degli immigrati arriva dalla Polonia, dalla Romania e dalla Bulgaria. Un dato accolto positivamente dalle autorità: “Il flusso  rappresenta una grande occasione per tutti, perché la nuova ondata di immigrazione è più giovane e qualificata”, ha dichiarato il ministro del lavoro tedesco Ursula von der Leyen. 

Nonostante l’aumento di immigrati, decine di migliaia di posti di lavoro sono ancora vacanti, soprattutto nel settore dell’assistenza. Una carenza che dovrebbe essere risolta provvisoriamente dal “nuovo regolamento sull’impiego che entrerà in vigore il primo luglio [aprendo il mercato del lavoro anche ai lavoratori dei paesi non Ue] e faciliterà l’immigrazione dei lavoratori specializzati”, spiega la Frankfurter Allgemeine Zeitung. 

I paesi dell’Europa centrale, orientale e meridionale, colpiti dalla crisi, sono tra i maggiori fornitori di manodopera straniera in Germania. El País sottolinea che

oggi il grosso degli immigrati viene dall’Europa dell’est, ma l’aumento più marcato riguarda gli stati più colpiti dalla crisi dell’euro come la Spagna (31.145 lavoratori nel 2012), la Grecia (34.109) o il Portogallo (11.762). […] I principali paesi di provenienza degli immigrati Ue sono la Polonia (176mila), la Romania (116mila) e la Bulgaria (59mila). 

Anche l’Italia partecipa al flusso migratorio: l’anno scorso più di 42.000 italiani sono emigrati in Germania, nota il Manifesto paragonando in prima pagina il paese a “Lamerica” sognata dagli immigrati alla fine del XIX secolo. Tuttavia secondo il quotidiano 

per la Germania è un vantaggio: la demografia del paese è declinante e il paese ha bisogno di forze nuove. Mentre per i paesi del sud l'operazione è in perdita, visto che sono stati spesi i soldi per la formazione dei giovani, e i nuovi immigrati sono per lo più giovani laureati.

Le ragioni di un simile successo sono legate in gran parte all’efficienza dell’Agenzia tedesca per l’impiego, spiega Mediapart:

 >la Bundesagentur für Arbeit non solo pubblica centinaia di migliaia di offerte di lavoro sul suo sito internet accessibile in diverse lingue, ma esplora all’estero i mercati del lavoro devastati e crea borse di lavoro delocalizzate. 

Tuttavia il sito d'informazione francese sottolinea che 

per accedere al nuovo Eldorado sono necessari alcuni sforzi. […] Oltre alla padronanza della lingua, indispensabile per ottenere un impiego qualificato, altri ostacoli limitano le assunzioni […], come il mancato riconoscimento di alcuni diplomi, la reticenza di molti datori di lavoro ad assumere stranieri e le barriere amministrative per i lavori meno qualificati. La realtà può rivelarsi ingannevole, e molti laureati provenienti dall’Europa del sud devono accontentarsi di impieghi precari a tempo determinato che non corrispondono alla loro qualifica.

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