“Lo scandalo sullo spionaggio di dati minaccia i negoziati commerciali tra Ue e Usa”, titola il Financial Times dopo l’ultimo colpo di scena nella vicenda in cui la National security agency è stata accusata di aver regolarmente intercettato telefonate e ricerche su internet dei cittadini statunitensi nell’ambito di un programma di sorveglianza chiamato Prism.

Secondo il quotidiano economico lo scandalo potrebbe aumentare le divergenze tra Usa e Ue in merito alla protezione dei dati che avrebbero dovuto essere affrontate durante il negoziato per un accordo commerciale tra le due sponde dell’Atlantico. Il progetto deve già affrontare l’ostacolo rappresentato dalla campagna francese per l’eccezione culturale a tutela dei sussidi per le industrie artistiche, come quella musicale e cinematografica.

In vista dell’inizio del negoziato, previsto per il mese prossimo, le compagnie tecnologiche e finanziarie americane hanno fatto pressione per allentare le restrizioni sulla condivisione dei dati tra Europa e Stati Uniti, sottolinea il Financial Times.

L’anno scorso Bruxelles ha presentato una bozza di legge sulla protezione dei dati che concederebbe ai legislatori Ue il potere di rafforzare le leggi sulla privacy. Le compagnie Usa si oppongono a molte di queste misure per timore di un danno ai loro affari. La legislazione Ue sulla privacy deve ancora essere approvata dagli stati membri e dal Parlamento europeo, e gli Stati Uniti sperano ancora di annacquare la proposta attraverso i negoziati sull’accordo commerciale.