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“La Lex Usa è praticamente morta”, scrive Le Temps all’indomani della bocciatura da parte del Consiglio nazionale svizzero (la camera bassa del parlamento) dell’accordo fiscale con gli Stati Uniti. La votazione d’urgenza si è conclusa con 126 voti contrari e 67 favorevoli. L’accordo, proposto da Berna e soprannominato “Lex Usa”, dovrebbe consentire alle banche di fornire informazioni chieste dal fisco americano senza infrangere la legge svizzera. Secondo l'editoriale del quotidiano svizzero il Consiglio nazionale

ha detto no a un diktat dall’estero e alle esigenze di una grande potenza sicura della sua forza, per dimostrare ai suoi vicini che uno stato, per quanto piccolo, può resistere. È chiaro, si tratta anche di un messaggio indiretto inviato a Bruxelles, che chiede alla Svizzera di cancellare il veto in materia di scambi finanziari.

Il 19 giugno il testo tornerà al Consiglio degli stati, che in precedenza l’aveva approvato. Se i membri della camera alta confermeranno il voto favorevole il testo andrà in conciliazione, prima di un voto definitivo il 21 giugno. Attualmente una quindicina di banche svizzere sono nel mirino della giustizia Usa per aver accettato nelle loro casse capitali americani non dichiarati, e rischiano multe esorbitanti.