Il 23 luglio il presidente Anibal Cavaco Silva ha accettato il rimpasto presentato dal primo ministro Pedro Passos Coelho, due giorni dopo l’annuncio del fallimento dei negoziati tra i tre maggiori partiti del paese (Ps, Psd e Cds-Pp) per raggiungere un compromesso per la "salvezza nazionale".

Due anni dopo l’insediamento del governo, Passos Coelho ha annunciato un rimpasto radicale del suo esecutivo, con la fine dei super ministeri dell’economia e dell’agricoltura e la creazione di un nuovo ministero per l’ambiente, la pianificazione territoriale e l’energia che sarà guidato dal numero due del Psd (centrodestra), Jorge Moreira da Silva. A Rui Machete, esponente storico dello stesso partito, viene assegnato il ministero degli esteri lasciato vacante da Paulo Portas, diventato vice premier. Il partito di Portas (Cds-Pp, destra) rafforza la sua posizione all’interno della coalizione ottenendo anche il ministero dell’economia, assegnato all’economista António Pires de Lima. Secondo Público il rimpasto

suggerisce, forse un po’ troppo in pompa magna, l’apertura di un nuovo ciclo economico e politico e di un orizzonte di stabilità di governo fino al 2015. […] Oggi l’inaugurazione dei ministeri rappresenta il primo passo verso l’ora zero di un governo che non può più permettersi altri capricci e fallimenti.