Ue-Egitto: Catherine Ashton, mediatrice utile ma non decisiva

30 luglio 2013 – Presseurop Frankfurter Allgemeine Zeitung

Catherine Ashton, alta rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, è riuscita a incontrare Mohamed Morsi il 30 luglio. È stata dunque la prima persona al di fuori dell’esercito ad aver incontrato l’ex presidente egiziano in seguito alla sua destituzione e detenzione in un luogo segreto lo scorso 3 luglio.

L’incontro è stato il culmine di quella che la Frankfurter Allgemeine Zeitung ha definito la “visita di una buona mediatrice”.

Sul posto dal 28 luglio, il capo della diplomazia europea ha incontrato anche il presidente egiziano Adil Mansour, il vicepresidente Mohamed El-Baradei e il comandante dell’esercito Abdelfatah Khalil al-Sisi, assieme ai rappresentanti dei Fratelli Musulmani. “Al momento è l’unica mediatrice straniera con accesso a tutte le forze politiche del paese”, fa notare la Faz:

Non succede spesso che l’Unione europea sia chiamata a fornire supporto diplomatico in un contesto di piena crisi, ma in Egitto è proprio così. Su richiesta del governo di transizione egiziano e degli altri Stati della regione […], Catherine Ashton è arrivata al Cairo per offrire i suoi servigi alle parti coinvolte nel conflitto. Di recente era già stata nella capitale egiziana, riuscendo a fare una cosa che agli statunitensi non era riuscita: parlare con i Fratelli musulmani.

Il fatto di poter parlare con tutti i gruppi coinvolti nella transizione politica del paese, compresi i Fratelli musulmani, corrisponde alla linea politica generale dell’Ue sin dal colpo di stato militare in Egitto, spiega il quotidiano, ricordando tuttavia come l’Unione europea sia costretta ad accontentarsi delle parole, in mancanza di reali strumenti di pressione.

È vero che l’Ue accorda generosi aiuti finanziari all’Egitto (5 miliardi di euro in crediti e aiuti solo per il 2012-2013), ma tradizionalmente non se ne serve come leva nelle trattative politiche. Il denaro serve da sostegno alla protezione dei diritti umani, della democrazia, dell’istruzione e al progresso del paese.

È per questo che i diplomatici europei non considerano la visita di Catherine Ashton come “un tentativo di mediazione ufficiale”, precisa la Faz, secondo cui l’Ue non vuole dare l’impressione che forze straniere si intromettano negli affari interni del paese.

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