“Il Kazakistan sta usando l’Interpol, il corpo di polizia comune con sede a Lione, per mettere in atto una vendetta politica nel cuore dell’Ue”, scrive EUobserver in un rapporto investigativo speciale a proposito dei presunti maltrattamenti dei dissidenti politici nel paese dell’Asia centrale, basato sulle prove raccolte dalla Open Dialog Foundation. Secondo l’organizzazione non governativa di Varsavia, negli ultimi mesi Astana 

ha usato l’Interpol per perseguire i dissidenti nei paesi dell’Unione europea. In un certo senso le richieste dell’Interpol sono una forma di pubbliche relazioni, perché cercano di dare credibilità alla teoria kazaka secondo cui gli attivisti dell’opposizione sono in realtà criminali. 

L’articolo riporta il caso dell’oppositore kazako Muratbek Ketebayev, arrestato in Polonia dopo un’allarme emanato dall’Interpol e accusato di incitamento all’odio sociale, ma rilasciato dopo 24 ore prima che l’Interpol cancellasse “i documenti relativi dal suo archivio sostenendo che il caso aveva una motivazione politica”. 

In una vicenda separata, la moglie e la figlia di sei anni del famoso dissidente Mukhtar Ablyazov, attualmente in carcere in Francia, sono state arrestate in Italia con l’accusa di utilizzare documenti falsi e rispedite in Kazakistan su un volo privato prima che potessero contestare l’ordine di deportazione. Secondo EUobserver 

Prima di approvare le richieste kazake, russe o ucraine, l’Interpol dovrebbe agire con cautela, e prima di estradare chiunque in questi paesi, i tribunali europei e i ministeri dell’interno dovrebbero pensare alle possibili conseguenze.