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Prima del 31 dicembre i paesi Ue dovranno presentare i progetti candidati al finanziamento europeo. All’avvicinarsi della scadenza, i governi si affannano per non perdere i fondi non ancora assegnati, soprattutto nei paesi dell’Europa centrale e orientale, principali beneficiari dei sussidi. 

“La Bulgaria deve distribuire 7 milioni al giorno o perderà tutto”, titola in prima pagina il quotidiano bulgaro Trud. Oltre 615 milioni di leva (308 milioni di euro) previsti per lo sviluppo finanziario nel 2013 “dovranno essere assegnati entro la fine dell’anno, o andranno perduti”, sottolinea il quotidiano. I fondi non assegnati riguardano 6 dei 7 programmi operativi messi in atto dal governo. Oltre la metà della somma è destinata agli aiuti alle imprese attraverso il Programma per la competitività. 

A Bucarest România Libera annuncia che “al posto delle canalizzazioni e dell’acqua corrente che ai tempi dell’adesione (2007) il governo aveva promesso ai residenti dei paesi con oltre duemila abitanti”, ci sono “multe per centinaia di migliaia di euro che lo stato rischia di dover pagare a causa di interessi politici e finanziari”. Il quotidiano sottolinea che la Romania presenta 

il peggior tasso di assorbimento dei fondi europei di tutti gli stati membri. Anche in alcune comunità ricche la situazione è pessima. A Snagov, per esempio, abitano diversi dignitari di tutti i partiti, ma due centri abitati su cinque non hanno l’acqua corrente. 

“La performance ben peggiore dei romeni è soltanto una magra consolazione” per il fatto che in Slovenia ci sono 882 milioni di fondi europei per il 2007-2013 che non sono ancora stati assegnati, riporta Dnevnik a Ljubljiana. La cifra rappresenta il 48 per cento del totale di fondi stanziati per l’ex repubblica jugoslava, in linea con la media europea. Secondo il quotidiano soltanto il 12 per cento delle imprese al corrente dell’esistenza dei fondi (il 94 per cento del totale) ha un’idea delle somme disponibili.