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Il 7 ottobre la Direzione nazionale anticorruzione (Dna) ha rinviato a giudizio il vicepremier e ministro dello sviluppo Liviu Dragnea (Partito socialdemocratico) insieme ad altre 74 persone con l’accusa di aver truccato il referendum del 29 luglio 2012 sulla destituzione del presidente Traian Băsescu.

Secondo Evenimentul Zilei Dragnea, che ha rifiutato di dimettersi, “avrebbe utilizzato la sua autorità e la sua influenza per mettere a punto un sistema di brogli per assicurare il 60 per cento di affluenza necessario per la validità dello scrutinio”.

Lo stesso giorno, aggiunge il quotidiano, il ministro dell’economia Varujan Vosganian (liberale) ha rassegnato le dimissioni, accusato dalla Dna di aver fatto ottenere a una società privata il gas della compagnia statale Romgaz a un prezzo di favore tra il 2008 e il 2010.